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Roma – Kill Joy Club 23/07/2020

 

A sorpresa i Goblin Rebirth annunciano la loro prima data Live dopo lo stop del Covid- 19, la band salirà sul palco a Roma, Terra di Goblin ha voluto fortemente non perdere questo appuntamento, ingaggiando due inviati speciali come i nostri amici Pietro Fiscaletti e Daniela Tecca, che hanno accolto la mia richiesta con molto entusiasmo.

La recensione del concerto è stata affidata a Pietro Fiscaletti .

Per le foto e i video inserite in queste pagine si ringrazia : Pietro Fiscaletti, Daniela Tecca e Paolo Carnelli ( Prog Italia ) .

Goblin Rebirth 

Live In Roma 

Di

Pietro Fiscaletti 

 E’ la notizia che aspetti ogni giorno, sempre, ogni volta che ci si affaccia al mattino sui vari social, e invece leggi sempre le stesse notizie: covid, morti, infettati, guariti, guerre, delitti, frustrazioni della vita reale e virtuale.

Una mattina, quando meno te l’aspetti eccola, la notizia che aspettavo: i Goblin Rebirth tornano sul palco. Finalmente.

Comincio a sentire gli amici del gruppo wathsaap :  Goblin & Horror , se nel caso ci fosse qualcuno che voglia venire con me, purtroppo molti amici lavorano, essendo un giovedì, giorno settimanale è difficile che qualcuno riesca a muoversi fino a Roma, ma al mio fianco ci sarà Daniela Tecca e sua figlia Jasmine,.. Romane D.o.c.

Roberto Attanasio  di Terra Di Goblin, mi dà tutte le informazioni sul concerto, ed anche il numero di telefono di Fabio Pignatelli per poter assistere più facilmente al soundcheck

Era dal lontano 1° settembre del 2018 che non assistevo ad un loro concerto, quando suonarono in quel  gioiello di paesino incastonato ai piedi del versante teramano del Gran Sasso in occasione del “Toxicity Rock Festival” tenutosi nella pineta di Tossicia (TE) , grande serata, grande concerto e grandi ricordi.

E’ il primo concerto di una formazione Goblin, dopo il covid-19, in occasione del “ Summer Festival “, che si svolgerà al “ Kill Joy “ locale caratteristico della movida romana,  con ingresso gratuito.

I Goblin Rebirth si esibiranno da soli, senza avere nessun gruppo di spalla.

La band si presenterà sul palco senza Agostino Marangolo che verrà sostituito da Gianluca Capitani, batterista molto bravo,  già presente nel concerto del 2018 di Tossicia ( Te ), e che ha alle spalle una brillantissima carriera e soprattutto suona con Pignatelli, Cherni e Anselmi  da alcuni anni nella cover  band Dyesis.

E’ il 23 Luglio, da San Benedetto del Tronto a Roma, mi separano soltanto duecento Km, non ci penso due volte e parto per questa nuova avventura gobliniana, felice finalmente di rivedere i Goblin Rebirth dopo solo due anni .

Alle 13.30 sono già in viaggio, arrivo a destinazione verso le 16.30, il locale si trova di fronte  dell’ippodromo delle Capannelle, ed alle spalle del locale vi è l’Appia Antica in tutto il suo splendore, ne approfitto per fare un bel giro turistico.

Sono le 18.00, entro nel locale, veramente molto bello, in stile pub inglese tutto in legno e molto grande, parlo con il proprietario dicendo se potevo assistere al soundcheck  (li sentivo a distanza), e successivamente incontrare la band per un saluto.. 

Inizialmente storce un po’ il naso, mi chiede se sono solo e a quel punto mi concede di entrare tranquillamente.

Il concerto non si è svolto all’ interno del locale che è rimasto chiuso, Il palco è stato montato in un grande spazio esterno precisamente  nel parcheggio e proprio di fronte al palco sono stati messi dei tavoli, l’ingresso nell’ area è gratuita  fino al raggiungimento delle 300 unità però si poteva prenotare un tavolo per cenare e vedere il concerto comodamente seduti, per non avere problemi ho prenotato un tavolo qualche giorno prima.

  Vedere i musicisti e salutarli come vecchi amici è ormai diventata una piacevolissima abitudine, confermata anche in questa circostanza.

La band arrivata da poco, si mette subito al lavoro per sistemare la strumentazione sul palco, il soundcheck, prevede alcune sezioni di strumentazioni singole per poi concludere con un solo brano suonato tutti insieme “ Roller “.

Sono circa le 20.30, quando il pubblico comincia ad entrare, nel frattempo mi raggiunge la goblininana romana per eccellenza,  Daniela Tecca, davvero una bella persona, con lei la sua principessa Jasmine, fresca fresca di compleanno per i suoi  diciotto anni  (beata lei).

 Non ci si vedeva dal concerto romano degli Cherry Five del 13 marzo del 2016 presso l’Istituto Scolastico “Marco Matteucci “..

Grande giornata anche quella in cui partecipò anche Fabio Pignatelli . L’occasione per ricordare il grande Pino Sallusti , il bassista dei Cherry Five scomparso nel 2017 .

Daniela è un fiume in piena di emozione e tanta voglia di stare insieme, di fare casino, il suo sorriso sempre allegro e spensierato, con tanto di maglietta Goblin, con la copertina dell’album Roller stampata su di essa, con loro c’era un altro fan scatenato Fabio Massimo.

Il concerto inizia con qualche minuto di ritardo, noto tra il pubblico l’ex batterista dei Claudio Simonetti’s Goblin, Titta Tani e il tastierista dei Cherry Five, Gianluca De Rossi, che prontamente vado a salutare, con loro scambio qualche battuta.

Sono le 22.30, finalmente i Goblin Rebirth salgono sul palco, sulla mia  sinistra si posiziona Danilo Cherni , al centro palco Giacomo Anselmi e Fabio Pignatelli e sulla destra Aidan Zammit, con Gianluca Capitani alle loro spalle.

Il concerto inizia con Killer On The Train, brano estratto dalla colonna sonora di Non ho sonno, bellissima come sempre , ancora di più in versione live, l’ambiente comincia a sciogliersi, finalmente musica per le mie orecchie.

Il concerto prosegue con la struggente Buio Omega, e la fantastica Dr.Frankestein, la band è in ottima forma nonostante il lungo periodo di inattività live.

Danilo Cherni , prende la parola e racconta al pubblico come è nato il progetto Goblin Rebirth, mentre le note del basso di Pignatelli è il preludio al prossimo brano Connexion, in questo periodo il brano è molto attuale, sempre molto suggestivo più in versione live che in studio, seguono, uno dei primi brani nuovi dell’album omonimo “ Goblin RebirthBook Of Skulls, La Chiesa e la suite Mad PuppetDeath Dies, il concerto è uno spettacolo ed io quasi commosso rimango impietrito dinnanzi a questi musicisti che ogni volta mi regalano emozioni diverse.

Nuova pausa dello show, con Aidan Zammit , che presenta la band al completo, introducendo la straordinaria Back In ’74, uno dei miei brani preferiti del nuovo album, per poi sfociare nella nenia lenta ed immortale L’alba dei morti viventi, dove il pubblico segue con attenzione il ritmo quasi incantata, per poi sfociare nella bellissima Mysterium.

Il silenzio dovrebbe essere una delle priorità durante un concerto, ma purtroppo quando si suona in un certo tipo di ambientazione stile ” Ristorante all’aperto”,  è quasi impossibile non essere disturbati dalle risate o dalle chiacchiere delle persone vicine, che non hanno avuto rispetto per chi come me voleva godersi il concerto e nemmeno per i musicisti sul palco.

Forest , il brano sicuramente più suggestivo del nuovo album, suonata dal vivo è qualcosa di veramente magico, che mi fa completamente volare in un altro pianeta, le sue dolci sonorità  sono una cosa meravigliosa, uno spettacolo, lo show si sta avviando verso la fine, il pubblico quello perlomeno interessato aspetta i classici dei Goblin, il primo è Zombi con Gianluca Capitani in gran spolvero, poi l’elettronica Evil In The Machine , e i super classici che non mancano mai come Suspiria e Profondo rosso, quest’ultimo con un introduzione iniziale riveduta e corretta magistralmente, il pubblico si anima e finalmente si alza dai tavoli battendo le mani e tenendo il ritmo su Tenebre.

 

 

I Goblin Rebirth, salutano il pubblico presente con un grande inchino, ed escono di scena, osannati da un pubblico in festa che li richiama sul palco a gran voce, io sono il primo a gridare…  Regalandomi ancora una volta un emozione ineguagliabile,  a sorpresa suonano Roller, è qui la commozione non riesco a trattenerla, pensando a quanti anni sono passati da questo disco, ben 44 anni, i miei ricordi di ragazzo quando andavo a cercare nei negozi i loro dischi, e le volte che mi arrabbiavo quando il negoziante diceva di non conoscerli…..

Lo show si conclude qui , un grande concerto con la giusta miscellania di brani classici dei Goblin, brani meno conosciuti e  brani del loro ultimo album di inediti.

 Il sound  Goblin, quello vero, è qui stampato e marchiato a caldo.

 E’ quasi mezzanotte e mezza: due ore di musica tutta di un soffio, volate via forse troppo in fretta, ma che meravigliosa serata stasera..

Saluto la band velocemente, molte persone si accalcano sotto il palco per poterli ringraziare e salutare,  io nel frattempo lascio l’area per ripartire verso casa, ho tanta strada da fare, mi metto in viaggio a notte fonda, passata la città di Tivoli la strada è solamente mia deserta, nel suo silenzio, niente di meglio per poter ascoltare la musica dei Goblin in auto per restare sveglio.

Arrivo a San Benedetto del Tronto che sono le 3.30 del mattino, consapevole di aver visto un ottimo concerto, memorizzato molto bene nella mia mente, nei miei ricordi più belli ci sarà anche questo concerto.

Da domani si ritorna alla vita social, o pseudo normale, in attesa di una nuova e bella notizia…

Sono già in attesa per un nuovo spettacolo, una nuova emozione, una nuova condivisione con gli amici..

Nessuna distanza mi separerà mai dai Goblin.