Seleziona una pagina

P.G.O – Tortona 17 Giugno 2016

In un bellissimo giorno d’estate del 2008, a Rivalta di Torino ho avuto la fortuna di conoscere due persone straordinarie : Maura Oddone e Massimo Ferrari, in occasione della mia prima esposizione di materiale discografico dei Goblin, prima del concerto dei Daemonia.

Loro sono stati i primi visitatori ad entrare nella sala e vedere loro cosi ammaliati , con gli occhi felici dinnanzi a tanti dischi non poteva che farmi piacere.

La cosa bella e che non si osavano toccare nulla di esposto, ma vedevo che non stavano nella pelle ed allora gli dissi di toccare con mano quei vinili, di sentire il loro profumo, da quel momento e per tutte le future esposizioni che ho fatto ho sempre usato questo sistema, credo che chi ama la musica come noi non deve essere privato di nulla e a tutti dò la possibilità di poter godere della mia collezione, perchè la musica và condivisa…

La nostra amicizia è nata così, mentre Massimo mi raccontava di un progetto musicale che aveva in mente…..

La “Progressive Guitar Orchestra”  ( P.G.O ) è un progetto musicale orchestrale nato nel 2005 in seno all’ Accademia musicale  ” L. Perosi “, di Tortona sotto il forte impulso del maestro Massimo Ferrari, docente di chitarra classica presso la medesima istituzione musicale.

Diplomato in chitarra classica presso il “Conservatorio Statale N.Paganini ” di Genova nel 1999 è  sempre stato attratto irresistibilmente dal rock progressivo degli anni 70 e delle sue molteplici possibilità di contaminazione con la musica classica. L’idea di base,quindi, è stata quella di rielaborare alcuni dei più importanti e noti temi musicali di quel periodo in chiave classico-orchestrale.

Pensare a gruppi come Pink Floyd, Goblin, Pfm,  Area,  Yes,  Genesis,  Emerson &  Lake Palmer ,  Libra, e far in qualche modo rivivere quei suoni e quelle magiche atmosfere adattate e orchestrate per un organico di una decina di chitarre.

L’eta media di questi straordinari musicisti non superano i 25 anni, ho potuto assistere a più concerti durante questi ultimi anni e ieri sera non ho perso l’occasione, di andarli a vedere e sentire di nuovo.

La P.G.O, si presenta con uno straordinaria orchestra di ben 9 elementi : Maura Oddone ( Voce ), Massimo Ferrari ( Voce Solista,Chitarra solistica, idee arrangiamenti ed orchestrazione per chitarra ), Laura Bocchio ( Chitarra solista ), Danil Malyuk ( Chitarra solista ) , Alessandro Malaspina ( Tastiere ), Cristina Negri, Sara Semino e Alessandro Clerici ( Chitarra Solista e Bassi ) .

Arrivato in tremendo ritardo all’accademia, e quindi facendo slittare il concerto di almeno mezz’ora,  ( ringrazio la band per avermi aspettato ) , si comincia con la prima parte del concerto dedicata interamente ai Pink Floyd:  On the Turning Away ( dall’album ” A Momentary lapse of reason ” – 1997 ), The Gnome ( dall’album ” The piper Ar The gates of down” – 1967 ), Fat old sun ( dall’album “Atom heart mother ” – 1970 ), l’acustica della sala è straordinaria e ascoltare questi giovani ragazzi suonare è davvero emozionante, sentire  vibrare le loro corde e le loro dita arpeggiare dolcemente è una vera e propria opera d’arte.

La band non si ferma mai, tanta è la concentrazione mischiata con l’emozione, nel silenzio irreale della sala dove il pubblico non osa fiatare , ascolta attento ogni singola nota, per poi esplodere in un lunghissimo applauso alla fine dei brani.

Pink Floyd Suite, che conclude la prima parte del concerto è una suite di circa tredici minuti dove vengono suonate : The Narrow Way ( dall’album ” Ummagumma ” – 1969 ), per poi passare a Folk Song di Pat Metheny ( dall’album Pat Metheny 80/81 ) e A Saucerful Of Secrests ( Omonimo 1968 ) , sempre dei Pink Floyd

E’ incredibile con quanta semplicità e precisione suonano questi ragazzi, ci sono momenti in cui sembra una chitarra sola , ed invece sono ben nove, ognuno di loro ha un compito ben preciso, e vederli chini e concentrati sui loro strumenti è davvero qualcosa di impagabile, accompagnati dalla sinfonia ” celestiale ” delle tastiere.

Dopo alcuni minuti di pausa rubati durante la fase di accordo delle chitarre, si passa al secondo tempo dello show, che propone un doppio tributo : alle colonne sonore e alla musica rock progressiva .

Si parte con Roller, brano dei Goblin del 1976, suonata benissimo dalla band, per poi passare al primo inedito della serata Opera di Claudio Simonetti, del 1987, sentirlo con chitarre acustiche fà un effetto strano, visto che il brano è interamente suonato al piano, ma è proprio questo che differenzia la p.g.o è il loro cavallo di battaglia, quello di trasformare brani predisposti in chiave tastieristica e trasformali con una magia per chitarra, le loro sonorità sono di alto livello supportati dalla voce  lirica dolce di Maura.

Ma con Horror Suite, si capisce dove la band può arrivare, splendida l’esecuzione di Halloween di John Carpenter del 1978, che fà venire i brividi,  molto più inquietante in questa versione che non quella originale, a seguire Tubular Bells di Mike Oldfield tratta dalla soundtracks de L’ Esorcista .

La suite si conclude con uno dei brani più belli in assoluto della discografia dei Goblin Death Dies, estratto dall’album Profondo rosso, del 1975, la tecnica di questo brano molto jazzata è molto difficile da eseguire in originale figuriamoci con le chitarre, una tastiera e senza batteria che è quella che tiene i tempi giusti….

Ma la Progressive Guitar Orchestra non conosce ostacoli, regalando al pubblico presente un’ esecuzione eccellente .

Gli applausi si fanno sempre più forti nel corridoio dell’accademia e la band emozionata al punto giusto ringrazia, ed a queso punto vengo preso per l’emozione anche io quando Maura mi dedica il prossimo brano : Quei Giorni Insieme a te, cantata da Ornella Vanoni nel 1972 ed inserita nella colonna sonora del film di Lucio Fulci Non si sevizia un paperino .

Il brano viene però introdotto con un’altro pezzo della storia del rock progressivo e della colonna sonora, L’altalena dei Libra, estratto dalla soundtracks di  “Shock “ di Mario Bava. 

La voce di Maura mi ha fatto ancora una volta accaponare la pelle, come tutte le altre volte che l’ho sentita cantare, e questa volta ancora di più visto che per la prima volta nella mia vita una donna mi ha dedicato una canzone, solitamente capita il contrario, ed ho provato un emozione immensa, riuscendo a stento a trattenere le lacrime, fino alla fine del brano, dove un pò di occhi lucidi da parte di entrambi c’era, sono stati momenti emozionanti e cercare di trattenersi non è per niente facile, ho ammirato  la concentrazione di Maura durante l’esecuzione del brano, sciolta dal movimento delle mani quasi a mimare il testo del brano. Spettacolo !

Il tempo di ricomporsi ed ecco che si riente nell’ambiente thriller della serata, con una perfetta esecuzione di Mad Puppet, sempre dei Goblin del 1975 e da Profondo rosso

La serata sta per concludersi e la band concede al pubblico gli ultimi due brani che dimostrano per l’ennesima volta la bravura di questi giovani musicisti, cominciando con un’ennesimo brano dei Goblin estratto dall’ Lp  Roller :  Dr. Frankestein, un brano virtuosisissimo, improponibile per un set acustico, eppure la P.g.o è riuscita anche in questo merito dello studio della tecnica di Alessandro Malaspina. La maggior parte del pubblico non conosceva il brano, escluso io, quindi erano molto attenti e curiosi. Le difficoltà che porta questo brano sono interminabili, ed il pubblico se ne accorto fin da subito dopo le prime inquietanti note, ha capito cosa questi ragazzi stavano facendo e suonando e alla fine del lunghissimo brano, tutti in piedi ad applaudire.

L’ultimo brano proposto è una bella storia, anzi l’ultima poesia  di Giorgio GaberNon insegnate ai bambini ” estratto dal suo ultimo album del 2003 ” Io non mi sento Italiano ” .

Un brano molto intenso e pieno di significati, che Maura Oddone ha saputo interpretare alla perfezione, il pubblico attento ha ascoltato ogni parola del testo in completo silenzio. Brividi !

Finisce qui dopo circa un’ora e mezza di spettacolo il concerto della Progressive Guitar Orchestra, osannata dal pubblico presente e finita con baci e abbracci da parte di tutti i presenti, è stato bello vedere ogni  persona andare a complimentarsi con ogni singolo  membro della band, che nel frattempo calata la tensione ha potuto spargere la sua emotività in sorrisi, si vedeva che erano al limite dell’emozione.

Questa band, ha coraggio,voglia e tanta passione, e lo dimostrano non solo nei concerti, ma anche durante la settimana con innumerevoli soundcheck, per preparare al meglio il brano, il loro impegno è al massimo, lo dimosta il sudore del maestro, e i sorrisi lieti e felici dei musicisti che si prendono un mare di complimenti.

Ho avuto l’onore di seguirli più volte e posso dire sinceramente che ogni volta che li vedo ed ascolto, mi stupiscono sempre di più, la loro crescita è sempre più grande,  tutto questo grazie alla loro amicizia & armonia sul palco e fuori, la band per loro è una fonte di vita e passione, e la musica unisce tutti, e loro ne sono la dimostrazione.

La band negli anni e nei concerti ha cambiato spesso la scaletta suonando esplorando ogni genere musicale dallla classica,prog, pop, canzone d’autore, come : 

Aria sulla IV corda in versione rock (J.S.Bach), Adagio di Albinoni in versione Rock (T.Albinoni-Claudio Simonetti), Giù la testa, C’era una volta il West, Gabriel’s Oboe ( Ennio Morricone ), Phenomena (Claudio Simonetti), Aquaman ( Goblin ), School At Night / Profondo rosso (Giorgio Gaslini / Goblin ), Impressioni di Settembre ( Pfm ),  Sheep (Pink Floyd), Luglio,Agosto,Settembre Nero ( Area ), Gioia e Rivoluzione ( Area ), Il Paese ( Nomadi ), Stagioni ( Nomadi ), Il Gigante ( Nomadi ). 

Ed oggi a conti fatti potrebbero registrare anche un album  di cover, oppure esibirsi anche per due ore e mezzo  sarebbe bello un giorno poter sentire anche degli inediti scritti e composti dalla band, le basi ci sono e ci si potrebbe provare….

Nel tempo la band ha subìto dei cambiamenti, molti hanno abbandonato il progetto altri invece hanno continuato a crederci ed oggi sono lo zoccolo duro di questa meravigliosa  progressive band : Massimo, Maura, Alessandro, Laura e Danyl, che merita un commento a parte, lo ricordo piccolo nei primi concerti, oggi è diventato un chitarrista serio e preciso, che mi ricorda molto Steve Hackett . 

E poi c’è l’amore, oltre alla musica, vedere Maura & Massimo e i futuri sposi Laura & Alessandro, come si posano sul palco, gli innumerevoli sguardi durante lo show in cerca uno dell’altro non solo per seguire il tempo della musica ma anche per darsi coraggio e un appoggio morale durante lo show, ci sono quei momenti che si è un pò insicuri, ma basta guardarsi negli occhi o un piccolo cenno con la testa per dire che è tutto ok, che si va avanti, ed è questo il segreto di questa band :  l’affinità di gruppo .

E i piccoli P.g.o ? Anche loro fanno parte di questa band, sono piccoli fiori che sboccieranno e noi saremo qui ad aspettarli, presto anche loro capiranno queste cose, sapranno emozionarsi, l’importante è non mollare mai e sopratutto non perere la passione.

Adesso per i P.G.O è giunta l’ora di pensare in grande, di credere sempre di più nelle loro forze…..

Ed io sono convinto che presto la grande occasione arriverà, magari su un palco importante, mi auguro con tutto il cuore che questo sogno si realizzi il più in fretta possibile.

Grazie Ragazzi per l’ennesima serata emozionante che mi avete regalato.

no images were found