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Maurizio Guarini

Maurizio Guarini, tastierista dei Goblin, ha voluto regalare a tutti i fan un intervista esclusiva in occasione dell’ uscita del suo nuovo album ” A Goblin’s Chamber ” pubblicata qualche mese fà sulle pagine di Terra Di Goblin ( Link ) .

Ma il tastierista romano trapiantato a Toronto, in questa seconda parte della lunghissima intervista ha voluto ripercorrere nei minimi dettagli la sua carriera musicale, ed anche quella sentimentale con Cinzia Cavalieri che ha voluto raccontare le sue emozioni..

 

TDG :  Quando hai iniziato ad appassionarti di musica ? 

MG : Sin da piccolo. Ogni volta che capitavo in qualunque posto dove c’era musica dal vivo, parlo dei  ristoranti e le gelaterie dei primi anni 60 dove mi portavano i miei genitori, mi avvicinavo ai gruppi per sentire i musicisti da vicino, Il fratello di mia nonna suonava la chitarra e me ne regalò una e cominciai a strimpellare.

Poi i miei mi regalarono una pianola, e iniziai a suonare a orecchio. Semplici melodie all’inizio, ma prendevo confidenza con le note e gli intervalli. Imparare a suonare per me era come imparare una magia.

Maurizio Guarini

 

TDG :  Hai suonato in altri gruppi musicali prima dei Goblin ?

MG : Ho cominciato a suonare con amici intorno ai 13 anni, soprattutto ai festival delle scuole. Tanti gruppetti di ragazzini. I nomi non dicono niente, ma alcuni me li ricordo: Il primo si chiamava Le Sensazioni, poi I Peccati Mortali, I Minorenni.

Facevamo cover di gruppi rock. Poi un paio di gruppi dove suonavamo cose piu’ complicate e sperimentali, uno si chiamava Dappertutto Ruggine, poi un altro, jazz rock, che per me e’ stato importante, ci chiamavamo Cornucopia. Facevamo base nella “cantina” di Marco Toro, un batterista molto eclettico e creativo, e quel posto era diventato un punto di riferimento di molti musicisti dell’ambiente jazz-rock romano intorno al 1974-1975.

Poi molti concerti e jam nei locali jazz, in quel periodo a Roma c’era molta attività’ musicale. Il primo tour ufficiale l’ho fatto nel 74 come tastierista con un duo, Loy e Altomare, ma loro suonavano musica più vicina al country, e’ stata un’esperienza di vita più che musicale.

Maurizio Guarini

 

TDG :  A quali gruppi o artisti musicali ti ispiravi  o ascolti di più ?

MG : I miei gusti musicali sono cambiati nel tempo, e mano mano scoprivo nuove cose e nuovi orizzonti musicali. Ho iniziato a seguire gruppi rock tipo Huriah Heep e Deep Purple, poi ho iniziato ad ascoltare cose più sperimentali tipo Pink Floyd.

Nel 1971 Emerson Lake and Palmer hanno segnato una svolta nel mio percorso musicale, seguita da un’altro importante cambiamento, quando ho scoperto il progressive rock dei Gentle Giant, Genesis, Yes, King Crimson. Poi ho avuto un periodo jazz rock, dove ho seguito gruppi come Soft Machine, Nucleus e alcuni sperimentali tipo Henry Cow e Gong.

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In seguito mi sono avvicinato alla fusion e al jazz, ho iniziato a seguire Mahavishnu Orchestra, Return to Forever, Weather Report e altri che avevano seguito le impronte di Miles Davis. Come pianisti ho seguito Joe Zawinul, Chick Corea, Keith Jarret, George Duke, Herbie Hancock.

Oggi mi piace ancora ascoltare il progressive e la musica sperimentale degli anni 70, c’e’ ancora tanto da scoprire in quel campo, e ascolto molta musica classica, specialmente autori russi.

 

TDG : In che periodo  sei entrato a far parte dei Goblin ?

MG : Era tarda primavera 1975, dopo aver registrato Profondo Rosso in studio, i Goblin hanno deciso di formare un gruppo, anche per suonare dal vivo, Claudio non era disponibile perchè aveva un altro progetto, quindi Massimo e Fabio hanno iniziato a cercare un tastierista,mi hanno contattato tramite Massimo Ruocco, un chitarrista amico in comune con cui suonavo spesso.

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Massimo Morante e’ venuto nella sala dove suonavamo, ci siamo piaciuti musicalmente e da li’ sono entrato nei Goblin. In quel periodo eravamo un quartetto, oltre a Massimo, Fabio e me, c’era un batterista inglese, David Walter, abbiamo messo su il repertorio durante l’estate nella sala prove di Massimo.

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TDG :  Come è nato l’album Roller ?

MG : I brani sono nati spontaneamente durante le sessioni di prove e anche da improvvisazioni nei sound check durante il tour. Dopo il successo di Profondo Rosso, che e’ arrivato qualche mese dopo l’uscita del film, abbiamo deciso di raccogliere tutto il materiale e fare un nuovo disco, Roller per  l’appunto. Inizialmente abbiamo registrato alla RCA, nello studio ” C ” .

Poi ci siamo trasferiti allo studio Quattro Uno e abbiamo registrato la versione definitiva, aggiungendo le parti di organo da chiesa nello studio Ortophonic, poi rinominato Forum.

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TDG : Sappiamo che ci sono alcuni brani inediti del periodo di Roller ( Gold Summer ,Trigonometria )  ci sono altri brani in archivio mai pubblicato ? 

MG : Alcuni brani li suonavamo live ma non li abbiamo mai registrati, le versioni di cui parli sono quelle che avevamo registrato inizialmente alla RCA, ho un master con alcune registrazioni di queste prime versioni.

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Oltre al brano Roller, che in questa prima versione si chiama Rollerball e ha una struttura differente, c’e’ Gold Summer, Trigonometria lo avevamo registrato, era un brano mio, ma non ho alcuna registrazione, un altro brano che si chiama Day by Day, era un pezzo di Massimo Morante, mi pare Il Risveglio del Serpente e una versione leggermente diversa di Goblin.

Un altro nastro e’ andato perso,  Io non avrei problemi a pubblicarle, ma non essendo io il solo proprietario del master, mi limito a dirti che per ora niente da fare.

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TDG :  Raccontami della partecipazione durante la registrazione di Suspiria  

 

MG : Studio Ortophonic, data 15 novembre 1976, abbiamo iniziato a registrare, nei primi giorni ci siamo concentrati esclusivamente sul tema principale, quello con la celesta.

Poi, per qualche motivo ancora non molto chiaro, al quarto giorno di registrazione mi e’ stato detto che i Goblin preferivano continuare in quattro, senza di me.

Non ho mai saputo il vero motivo, Massimo mi ha in seguito detto che l’ordine era arrivato dall’alto, da Bixio, ma c’e’ molta omertà tra gli altri quando si tocca questo argomento.

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Sono seguite mie telefonate a Fabio, che mi ha assicurato che tutte le tracce che avevo registrato sarebbero state cancellate, ma questo non e’ stato fatto, quindi il disco e’ stato pubblicato usando anche il mio lavoro senza neanche menzionarmi.

Inizialmente pensavo di  andare per vie legali, poi ho pensato che sarebbe stato inutile, io sono fermamente convinto che nel futuro si potrà rivedere tutto il passato, e magari fra centinaia di anni la verità uscirà fuori. Fantascienza? Forse, ma sai che e’ un genere che a me piace.

Maurizio Guarini

 

TDG :  Parlami dei tour del 1975 e 1976 

MG : A inizio autunno 1975 Gianni Marsili, l’impresario di Cocciante e molti altri artisti, dietro indicazione del produttore Marco Luberti, ci ha chiesto se fossimo interessati a fare un tour teatrale insieme a Riccardo, che aveva appena registrato l’Alba. Come rifiutare? La prima data e’ stata l’11/11 al teatro Olimpico a Roma. Un successone. Il tour Cocciante/Goblin e’ durato fino a fine dicembre, in pratica tutti i giorni senza pause e tutto esaurito dovunque. Non sorprende, visto che nella hit parade a inizio tour Cocciante era primo con l’Alba e i Goblin secondi con Profondo Rosso. Poi, il giorno della data di Belluno, il 21/11, abbiamo superato Cocciante in classifica, invertendo le parti.

Maurizio Guarini

Un periodo molto intenso per noi, giornali, interviste, televisioni eccetera. Dopo la sezione del tour in coppia con Cocciante abbiamo continuato i concerti per un altro anno, fino alla fine del 76. Aneddoti, tanti, qui non c’e’ spazio per raccontarli. Ho intenzione di scrivere un libro dedicato alla storia dei Goblin vista dall’interno.

Maurizio Guarini

Non ho tenuto appunti sulla scaletta, ma ne ho ricavata una da un bootleg di una registrazione fatta a Torino il 24 Novembre al Teatro Nuovo , tra l’altro chi ha fatto la copertina del bootleg mi ha omesso, non sapendo che c’ero anch’io.

 

La scaletta del concerto era la seguente : School At Night, Death Dies, Gold Summer, Mad Puppet, Goblin, Il risveglio del serpente, Profondo Rosso.

Da notare, la primissima data dei Goblin e’ stata fatta prima del tour, esattamente il 2 settembre 1975 a Casertavecchia, alla batteria c’era David Walter.

Maurizio Guarini

Nel 76 dopo l’uscita di Roller abbiamo inserito mano mano altri brani, tra cui ovviamente Roller, la formazione era la seguente : 

Maurizio Guarini,  Massimo Morante, Fabio Pignatelli ,Claudio Simonetti, Agostino Marangolo.

La lista completa delle date la puoi vedere sul sito ufficiale ( Link

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Maurizio Guarini

 

TDG :  Si parla sempre poco del periodo Goblin , 79/80 , ci racconti come sono nati gli album di Buio Omega, Patrick , Contaminaton , St Helene, Notturno.

MG : Nel 78, con l’occasione della colonna sonora di Patrick, Fabio mi ha contattato e proposto di rientrare, dopo che Massimo e Claudio avevano lasciato il gruppo.

Sia per Patrick che per i successivi Buio Omega e Contamination, con la dipartita di Massimo e Claudio la sonorità  Goblin è decisamente cambiata.

Maurizio Guarini

Meno rock, più fusion e armonie più sperimentali, direi, sempre sull’impronta progressive. Anche le chitarre di Carlo Pennisi prima e Roberto Puleo dopo hanno determinato un cambio netto al sound generale.

Proprio con l’occasione di quei lavori, in quegli anni io ho cominciato a sperimentare nuovi suoni coi nuovi sintetizzatori polifonici appena arrivati, il CS-80 Yamaha e il Prophet V. Puoi sentire decisamente queste sonorità nei film di cui stiamo parlando.

Il fatto che si parli poco di quel periodo non credo dipenda dalla musica, ma dai film, che ovviamente non possono essere paragonati come importanza ai precedenti film di Dario Argento e George A Romero.

St Helens era una produzione americana. Abbiamo lavorato per la prima volta senza chitarrista, ma si è affiancato a noi Antonio Marangolo. Lavorazione  diversa dal solito. Era richiesta l’orchestra sinfonica e abbiamo composto la colonna sonora in tal senso, chiedendo l’aiuto di Renato Serio per l’orchestrazione. Ho bei ricordi di quel periodo, specialmente sentire suonare i nostri pezzi in studio da un’orchestra di 50 persone è stata un’esperienza indimenticabile. E poi per il missaggio siamo andati in America per la prima volta, e’ un film che in qualche modo mi ha segnato, anche se purtroppo non e’ mai uscito nella sale cinematografiche e la maggior parte del pubblico non ne e’ neanche a conoscenza.

Notturno, era una serie poliziesca per la televisione. Stesso periodo, stesso tipo di sonorità’. Risentendolo dopo anni ho scoperto che ci sono atmosfere e temi molto belli che avevo dimenticato. Quel lavoro e’ stato un po’ sottovalutato artisticamente, credo, anche se ha riscosso successo essendo una serie televisiva.

 

TDG : Avete registrato altri brani o addirittura soundtracks intere in quel periodo e mai pubblicate ? ( Donna Mara,Feudo Deletes.. )

MG : Esatto, vedo che già’ conosci alcuni titoli, era il 1980, periodo in cui ci ispiravamo a gruppi tipo Weather Report, le sonorita’ e gli arrangiamenti lo confermano di certo. Eravamo lo stesso quartetto di St Helens, io, Fabio, Agostino e Antonio. Niente chitarre. Per me sono dei pezzi fantastici, pieni di idee e innovativi. Purtroppo la Cinevox non era sulla stessa lunghezza d’onda e non li ha voluti pubblicare. Spero che un giorno riusciremo a pubblicarli noi.

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TDG :  Parlami della tua collaborazione con Fabio Frizzi

Nel periodo che va dal 1978 al 1980 ho collaborato spesso con Fabio Frizzi per varie produzioni e tra queste diverse colonne sonore per film di Lucio Fulci.

Le mie tastiere le puoi sentire sui film horror L’aldila’, Zombi 2, Paura nella Citta’ dei Morti Viventi e sul poliziesco Luca il contrabbandiere. Non ho avuto molta interazione con Fulci durante i film con Frizzi, veniva sempre in studio, ma era Frizzi quello che aveva un ruolo piu’ decisionale sulla scelta dei temi, eccetera. Io invece mi occupavo piu’ che altro delle tastiere e dei suoni, ovviamente.

Qualche anno dopo, nel 1984, ho collaborato piu’ direttamente con Lucio Fulci per Murder Rock, colonna composta da Keith Emerson.

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Dopo aver registrato allo studio Trafalgar, Keith era ripartito, Fulci aveva bisogno di un paio di temi aggiuntivi e ci ho pensato io, aggiungendo le parti mancanti. In quegli anni con Fabio Frizzi ho collaborato in tantissimi altri film, non solo horror, anche altri generi.

Poi, recentemente, nel 2015, una sorpresa, per la prima volta abbiamo suonato insieme dal vivo su un palco: Fabio e’ passato per Toronto con il suo tour nordamericano e mi ha invitato a suonare alcuni estratti delle colonne sonore dei film di Fulci. E’ stato un momento molto bello e ci ha riportato indietro di tanti anni.

 

TDG :  Come hai conosciuto Cinzia Cavalieri ? 

MG : Ci siamo conosciuti durante la registrazione di Volo. Volo e’ stato l’unico album cantato, intendo con un cantante e dei testi. Il cantante, Mauro Lusini, ha incontrato casualmente Cinzia in un ristorante, e le ha chiesto se voleva provare a scrivere i testi per un album dei Goblin. Cinzia, che aveva appena fatto l’esame alla SIAE come autrice di testi, ha accettato senza pensarci due volte. Cosi’ ci siamo conosciuti negli studi Trafalgar durante la registrazione di Volo, ci siamo frequentati tutti i giorni per un lungo periodo, e ci siamo piaciuti.

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Da li’ e’ nato tutto il resto. Negli anni successivi io e Cinzia abbiamo collaborato in moltissime produzioni, sia live che in studio. Per svariati anni siamo stati in tour insieme con Patty Pravo, dove Cinzia faceva i cori, operava al computer e suonava le tastiere. Poi il periodo dei film, abbiamo collaborato insieme alla realizzazione di decine di colonne sonore specialmente per Pino Donaggio ma non solo. Nel frattempo Cinzia lavorava in post produzione e ha collaborato come assistente musicale con Dario Argento, Asia Argento e in altri film. Ci siamo trasferiti in Canada nel 1999 e ora viviamo qui, vicino Toronto.

Maurizio Guarini

 

TDG : Cinzia Cavalieri come sono nati i testi dell’album Volo ? 

CCAV : Da un incontro casuale con Mauro Lusini prima e con i Goblin successivamente. Il processo creativo per tutti i testi e’ stato molto organico perchè ho scritto in studio di registrazione mentre si incideva il disco, quindi a stretto contatto con i musicisti. Ho anche cercato di pensare in maniera “neutra” essendo un disco cantato da un uomo, quindi senza avere preferenze o preconcetti nei confronti del genere maschile o femminile. Avevo completa libertà ma ovviamente una volta creati i testi si discutevano insieme.

 

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 TDG : Com’e’ Maurizio come uomo e come artista?

CCAV : Bella domanda! Proverò a condensare la risposta perchè dopo tanti  anni di vita insieme ci sarebbe da scrivere un romanzo, quindi dico che  come uomo e come artista ha la fortuna di aver sempre mantenuto viva la parte di bambino che e’ dentro ognuno di noi.

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A volte il bambino ha il sopravvento sul l’uomo e può essere capriccioso ma quando ha il sopravvento sul musicista si diverte tantissimo e la sua anima si esprime in totale libertà.

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 TDG : Quali sono state le più grandi soddisfazioni come editor musicale?

CCAV : : Aver completato un lavoro curandolo in tutti i dettagli e sapere di aver lavorato onestamente. Collaborare con grandi musicisti, registi, ingegneri del suono e tecnici ed imparare cose nuove in questo campo.

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TDG : Quale è il tuo rapporto con la musica oggi ?

CCAV : Il mio rapporto con la musica oggi e sempre e’ quello di estrema apertura a qualsiasi genere musicale. Ritengo la musica indispensabile nella nostra vita. Ovviamente ho le mie preferenze ma non ho preconcetti verso nessuno e nessun genere.

 

TDG : Ho letto che ti piace la danza, insegni in qualche scuola hai una compagnia di danza o teatrale dove vi esibite per spettacoli ?

CCAV  : Da quando sono in Canada ho scoperto una bellissima forma di fitness che si chiama The Nia Technique, Tecnica Nia in italiano, un mix di arti marziali, danza e terapie corporee, dopo due anni ho iniziato il percorso formativo e adesso sono una cintura nera. Insegno in varie palestre dal 2003 e mi piace tantissimo anche perchè è fatta a suon di musica, quindi cosa c’e’ di meglio? In Italia sta iniziando a farsi conoscere adesso, quindi spero che la proviate se ne avrete l’occasione.

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TDG :  Come è nata l’idea di  Creatures From a Drawer ? 

MG : Durante la mia vita musicale ho scritto un’infinita’ di pezzi. In Canada ho avuto tempo per riascoltare e campionare tutte le cassette audio, i nastri dat, insomma tutte le registrazione vecchie che avevo in parte anche dimenticato, e ho pensato che era un peccato lasciarle morire cosi’, magari potevo realizzarle in qualche modo. Cosi’ e’ nato l’album, e anche il titolo: brani che avevo lasciato da parte in un cassetto e che non volevo abbandonare perchè secondo me meritavano di essere pubblicati.

Maurizio Guarini

All’inizio ho avuto dubbi e trasformarli in brani horror per assecondare le aspettative dei miei fan, ma poi ho deciso di lasciarli più o meno con l’intenzione istintiva iniziale, per come erano stati pensati originariamente, magari uniformandoli per avvicinarli a un concept album, ma come elementi distinti. Ne ho tanti altri. Un prossimo album lo intitolerò  ” Spare Socks ” (calzini spaiati) per continuare a percorrere la stessa strada. 

 

TDG :  Cinzia parlaci della tua collaborazione all’album. 

CCAV : Mi sono avvicinata al progetto  in punta di piedi per lasciare piena libertà di espressione a Maurizio. Mi piace giocare con la grafica e mi sono divertita ad immaginare la copertina e poi insieme abbiamo realizzato le foto e completato il tutto con gli elementi grafici del libretto interno con la ricerca di immagini che illustrassero la storia di ogni brano,sono stata anche coinvolta in fase di realizzazione e di missaggio.

Il testo di “Gentle Robbery “ lo ha scritto Bryant Didier su indicazioni di Maurizio. Praticamente da’ un piccolo aiuto a scoprire cosa si nasconde dentro il brano musicalmente parlando. Chi vuol capire capirà’, quindi buon divertimento!

Maurizio Guarini

Il testo di “Black Dog” (scritto da me), inizialmente nato ricordando il nostro cane Nelson che  aveva una particolare antipatia per un cane nero che ogni giorno passava davanti a casa nostra, e’ stato poi sviluppato in modo diverso. Ho scoperto che la stella Sirio fa parte della costellazione del Cane e che in inglese l’espressione “Dog’s days of summer”  si usa quando fa particolarmente caldo ( in italiano si potrebbe tradurre letteralmente con la parola “canicola”). Partendo da questo concetto ho descritto nel testo la nascita della stella Sirio, un tempo una bella fanciulla con una forte curiosità’ che mentre si dedica ad esplorare l’ignoto viene catturata e torturata da forze misteriose. Quando tutto sembra perduto Sirio si trasforma in una stella brillantissima che si aggiungerà alle altre stelle dell’universo infinito.

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TDG : Maurizio parlaci del tuo progetto Orco Muto

MG : Qui in Canada ho subito iniziato a frequentare l’ambiente musicale e i primi anni suonavo spesso in jam session con musicisti di qui. Un giorno, nel 2007, ho avuto l’occasione di suonare con un batterista molto bravo, Great Bob Scott, che appena ha saputo che ero dei Goblin mi ha messo in contatto con David Daniloff, uno degli organizzatori di Rue Morgue, una rivista horror, perche’ avevano invitato Dario Argento per un festival qui a Toronto, e volevano fare un concerto speciale con le colonne sonore dei suoi film. Detto fatto, Bob mi ha presentato il bassista Chris Gartner, abbiamo fondato il gruppo “Goblinia“, e abbiamo messo su in pochi giorni una scaletta con molti pezzi dei Goblin, alcuni leggermente modificati con parti un po’ sperimentali. Il debutto, all’apertura del Festival of Fear a fine agosto 2007, dove Dario Argento era ospite, e’ stato un successo.

Da li’ abbiamo cambiato il nome del gruppo in “Orco Muto“, siamo stati contattati da alcuni agenti e abbiamo fatto alcune date in Canada. Abbiamo suonato diverse volte a Toronto, a Montreal, Ottawa, Meaford, etc. Vedendo il successo che avevamo, e quanta gente in Canada conosceva i Goblin, ho cominciato a insistere coi Goblin che avremmo dovuto iniziare a suonare dal vivo, che avremmo avuto successo. Molto difficile convincerli che la cosa potrebbe essere stata fattibile. Ci ho messo due anni, ma poi ce l’ho fatta.

 

TDG :  Vivi da tempo in Canada, che differenze trovi con L’italia ?

MG : Totalmente differente. più possibilità’, meno burocrazia, più libertà di fare quello che vuoi professionalmente, senza dover passare da amicizie o dal capetto di turno o da filtri di correnti politiche come succede e sempre succederà in Italia. Mi dispiace dirlo perchè l’Italia è il mio Paese, ma è così. Anche il rispetto per i musicisti qui in Canada e’ immensamente superiore. Qui gente che copia un disco e’ difficile che la trovi. Sanno che i musicisti vanno supportati, e quasi si offendono se gli vuoi fare una copia di un disco (come se non se lo potessero permettere), pretendono di pagarlo, come anche vogliono pagare ai concerti, perchè  sanno che i musicisti vivono di quello. Il tenore di vita medio è più alto, il Canada e’ un paese ricco, il secondo più grande al mondo dopo la Russia e con pochi abitanti.

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TDG :  Sei stato uno dei primi ha creare programmi musicali per computer , come è nata questa passione ?

 

MG : Sono stato affascinato dalla programmazione fin dal liceo, con le calcolatrici programmabili texas sr56 e ti59. L’idea di costruire un algoritmo che “pensa” al posto mio mi ha sempre affascinato. Tu spieghi a una macchina come risolvere un problema, ti senti onnipotente. Ho acquistato il primo personal computer, PET 2001, nel 1977 e il primo Apple II nel 1978.

Ho imparato la programmazione da autodidatta leggendo riviste specializzate. Il primo approccio con programmazione musicale e’ stato con un programma che pilotava l’ARP 2600 tramite un convertitore A/D costruito da un mio amico.

Le sequenze di alcuni pezzi dei Goblin negli anni 1980 sono fatte con quello, nel 1983 ho terminato il mio progetto per il primo sequencer MIDI, interamente scritto in assembler – lo stesso anno in cui le specifiche del protocollo MIDI sono state pubblicate, e ho prodotto un’interfaccia per Apple II chiamata YUK (Your Useful Keyboard).

La produzione totale e’ stata di un centinaio di copie, ci sono state recensioni molto positive e molti amici musicisti l’hanno sperimentato e usato, compreso Fabio Pignatelli, Renato Serio, e tantissimi altri. E’ stato usato anche dalla Mahavishnu Orchestra nel 1984. Purtroppo come effetto collaterale alcuni produttori e musicisti hanno iniziato a usarlo invece di chiamarmi come collaboratore, quindi l’effetto e’ stato una diminuzione dei lavori in studio.

Ho continuato a occuparmi di computer e di programmazione, anche a prescindere dalle applicazioni musicali, e ho preso successivamente una laurea in informatica nel 92. Da allora per una quindicina d’anni occuparmi di informatica e’ stata la mia attività principale prima di tornare di occuparmi di musica a tempo pieno..

 

TDG :  Con quali artisti italiani o stranieri hai collaborato per pubblicazione di dischi o tour ?

MG : Direi la maggior parte dei cantanti italiani, come Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Patty Pravo, Renato Zero, Fiorella Mannoia, Luca Barbarossa, Mimmo Locasculli, e tanti altri. Puoi vedere la lista piu’ o meno completa sul mio sito ( Link ). 

Per alcuni di questi ho contribuito con arrangiamenti, come ad esempio,  ” Io Canto” di Cocciante, ad alcuni sono particolarmente affezionato, tipo Enzo Carella, di cui ho arrangiato  ” Barbara “, il pezzo arrivato secondo a Sanremo nel 79 – ho ancora i provini fatti a casa col CS80 – Patty Pravo, che e’ un’artista eccezionale per la quale ho arrangiato diversi album e fatto vari tour, e molti artisti interessanti tra cui Lucio Quarantotto, una collaborazione con Lucio Battisti, insomma una quindicina d’anno molto attivi nella musica a parte l’area horror in cui ho avuto la possibilità di collaborare con molti talenti.

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Non posso fare a meno di menzionare Lilli Greco, un produttore con cui ho collaborato fianco a fianco per tantissimi anni insieme a Ennio Melis, uno dei direttori artistici piu’ importanti della RCA Lilli mi ha sempre lasciato libero di sperimentare e mi ha insegnato moltissime cose, soprattutto su come focalizzare il modo di pensare la musica, dando priorità al contenuto e agli aspetti importanti e magari saper tralasciare quello che e’ solo fumo senza contenuti. Mi ritengo fortunato per aver avuto la possibilità di collaborare con questi artisti.

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TDG :  Come è nato l’ abum  Back To The Goblin ? 

MG : Intorno al 2004, Massimo Morante mi ha contattato su Skype chiedendomi se mi andava di collaborare a delle idee su cui stavano lavorando lui, Fabio e Agostino per mettere su un nuovo album dopo tanti anni. Io ero interessatissimo, e sono andato a Roma per incontrarli. Dopo cosi’ tanti anni sembrava strano, ma ci siamo ritrovati immediatamente con le stesse dinamiche da gruppo che avevamo lasciato quasi trent’anni prima. Abbiamo finalizzato l’album soprattutto online, spedendoci file audio a distanza, e cosi’ e’ nato Back to the Goblin 2005. Che poi in definitiva e’ uscito a inizio 2006 col titolo già vecchio… Con l’occasione ho deciso di aprire la mia etichetta discografica canadese Back to the Fudda, con cui abbiamo pubblicato l’album.

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TDG: Parlaci del mini tour europeo 

Per il mini tour europeo dobbiamo saltare avanti di tre anni. Appena uscito il disco avevamo avuto molti feedback positivi dai fans, che ci chiedevano di suonare live. In più, come dicevo prima, io ho iniziato col mio gruppo in Canada a suonare i brani dei Goblin dal vivo con successo inaspettato. Ho iniziato a provare a convincere Massimo e company a suonare live. Ho insistito due anni. Alla fine abbiamo fatto un paio di sessioni di prove nel 2008, con risultati non soddisfacenti inizialmente. Musicalmente ok, ma stavamo su diverse lunghezze d’onda. Nel 2009 abbiamo aggiunto Aidan Zammit come secondo tastierista, e finalmente abbiamo deciso di provarci.

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Mi sono messo in moto e ho risposto ad alcune richieste di concerti che nel frattempo erano arrivate, piu’ un altro che hanno organizzato a Roma. Cinque date nel 2009: La prima, il debutto in Austria a Krems in aprile, e’ stata un successo che ha sorpreso anche noi, seguita da Parigi, Foligno, MG : Birmingham e Londra. Purtroppo i soliti screzi tra noi hanno raggiunto un punto tale che in autunno abbiamo deciso di sciogliere il gruppo e porre termine all’esperimento. Non sto qui a spiegare il motivo, ma questa e’ stata la fine del primo periodo della reunion, dopo solo 5 date.

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TDG :  Raccontaci del tour dei New Goblin

MG : Dopo lo scioglimento, il gruppo si e’ spezzato in due. Fabio e Agostino da una parte, io e Massimo dall’altra. Ho proposto a Massimo se fosse d’accordo che io provassi a contattare Claudio per mettere su una formazione diversa dei Goblin. Ho avuto l’ok di Massimo. Premetto che io e Claudio abbiamo sempre mantenuto un buon rapporto, e in quel periodo ci sentivamo spesso per motivi indipendenti dalla musica. Quindi, ho chiamato Claudio, che in quel periodo suonava col suo gruppo Daemonia, e gli ho proposto questa seconda reunion, io, lui e Massimo. Lui ha detto ok, a patto che la nuova ritmica fosse quella del suo gruppo. Brevi trattative,e cosi’ nella primavera del 2010 sono nati i New Goblin. Massimo Morante, Maurizio Guarini, Claudio Simonetti, Bruno Previtali e Titta Tani.

 

Nel 2010 abbiamo fatto un solo concerto, a Kracovia, in Polonia, ma l’attivita’ live del 2011 e’ stata molto intensa. Date in Italia, Europa, fino in Finlandia, e due date in Giappone. Piu’ il Prog Exhibition a Roma dove abbiamo avuto l’onore di suonare insieme a Steve Hackett dei Genesis – Steve ha suonato su Profondo Rosso, noi abbiamo suonato Watcher of the Skies. Esperienza molto interessante. In seguito abbiamo condiviso il palco con altri gruppi leggendari, tipo i Van Der Graaf Generator in Giappone, dove addirittura noi eravamo gli headliners.

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Fino a meta’ 2013 abbiamo continuato a suonare in giro per il mondo, compreso Giappone, Australia, Nuova Zelanda, e ovviamente molte date in Europa.

La svolta che ci porta a conquistare gli Stati Uniti per la prima volta avviene nel 2013.

Storia lunga ma vale la pena di raccontarla:

A volte le cose nascono quasi per caso, Nel marzo del 2013 sono stato invitato a Cincinnati, Ohio, a una convention chiamata Horror Hound, per la presentazione di un film a cui avevo lavorato, The Prophane Exhibit. il cui produttore, David Bond, mi aveva contattato per comporre la colonna per uno degli episodi diretto da Sergio Stivaletti.

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A convention finita, stavo nel parcheggio pronto per andare via, e mi sono ricordato di non aver salutato l’organizzatore, Jason Hignite, quindi torno un attimo nella lobby della Convention per salutarlo, e con lui c’era David Bond, che gli ha ricordato che faccio parte dei Goblin, Suspiria etc..

Jason mi ha chiesto se fosse possibile fare Suspiria dal vivo, io ho confermato, lo avevamo già fatto, e quindi ha immediatamente chiamato in Texas Corey Mitchell, fondatore e organizzatore di Housecore Horror Fest, una importante convention Horror che si svolge ogni anno a Austin.

Corey mi ha contattato e mi ha proposto di suonare alla convention col mio trio canadese l’intera colonna sonora di Suspiria live, e ho chiaramente accettato. Poi l’ho buttata li’, dicendo che se avessi potuto coinvolgere almeno Massimo o Claudio saremmo stati più Goblin.  Dopo varie trattative, Corey ha accettato la formazione me, Claudio Simonetti e miei due musicisti canadesi, per due date, una “Suspiria” e una concerto regolare.

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Da qui e’ scattato tutto il resto: Corey ha “incorrettamente” annunciato i concerti come Goblin, l’annuncio e’ rimbalzato nelle agenzie di press release e finito immediatamente nella rete degli impresari americani. Mi ha subito contattato John Bongiorno della Windish e mi ha chiesto se i Goblin – in questo caso i New Goblin – fossero disponibili a fare un tour in nord america a ottobre, agganciando il tour alle date già organizzate di Austin.

Maurizio Guarini

Ho ovviamente detto di si’ e da li’ e’ nato il tutto. Appena annunciato il nuovo tour ci sono stati dei sold out in pochi minuti nella maggior parte dei teatri, tanto che hanno dovuto cambiare con teatri piu’ grandi o, come nel caso dell’Egyptian di Hollywood, hanno dovuto aggiungere altre due date. Il tour e’ stato di grande successo, tutto esaurito dovunque e fan impazziti per vederci per la prima volta in america.

 

TDG :  Cosa è successo da metà del 2013 ? 

 

MG :  Da li’ sono successe altre cose, altri screzi interni ai Goblin, eccetera. Per farla breve, A fine tour Claudio e’ uscito dal gruppo e si sono uniti nuovamente Fabio e Agostino, tutto avvenuto molto velocemente perchè nel frattempo, visto il successo del tour di ottobre, l’impresario aveva già organizzato un secondo tour a dicembre. Quindi da dicembre 2013 a tutt’oggi la formazione e’ rimasta quella attuale, con i quattro originali meno Claudio, e il nome e’ tornato a essere Goblin, in quanto siamo quattro su cinque della formazione del 75.

Goblin

 

TDG :  Four of A Kind nel 2016 come è nato ? 

MG : Semplicemente abbiamo pensato di fare un nuovo album in studio, visto che non avevamo prodotto niente di inedito dal periodo di  Back to the Goblin. Ho avuto io l’idea del titolo, d’altra parte eravamo quattro Goblin originali. Da li’ l’idea delle carte, eccetera. Contrariamente al solito abbiamo usato un crowd funding tramite Pledge Music, il che ci ha permesso di produrre molti gadget e mechandise oltre a CD e LP, e ci ha dato un po’ di visibilità fuori dal solito contesto dei nostri fan. Musicalmente l’album e’ nato come al solito, da idee da ciascuno di noi poi rielaborate e riadattate dagli altri. Non e’ mai facile lavorare in gruppo, ognuno ha idee diverse e alla fine bisogna trovare un compromesso e qualcuno deve decidere. Direi che per tutte le ultime produzioni, a partire da Back to the Goblin per finire con Fearless, Fabio e’ quello che prende le decisioni finali, sia per la scelta artistica che per quanto riguarda il sound.

Maurizio Guarini

 

TDG :  Negli ultimi tour non vengono suonati molti brani di Back To The Goblin e Four Of A kind, quando potremmo risentirli ?

MG :  Io farei la stessa domanda al resto del gruppo, anche se ne faccio parte, quindi non sono quello adatto per rispondere. Per me ripetere sempre la stessa scaletta e’ un errore, io spingo sempre per proporre dal vivo cose nuove, ma non tutti nel gruppo la pensano come me. Abbiamo un repertorio talmente vasto che dobbiamo fare delle scelte ben precise per ogni tour. E io non credo di essere il Goblin adatto a spiegarlo.

Credo ad esempio che un tour Four of a Kind sarebbe molto interessante per i fan di tutto il mondo, e anche divertente per noi a suonarlo, per fortuna almeno un brano del disco nuovo, ” In the name of Goblin ” nel tour di ” The Sound Of Fear ” 

 

 

TDG :  Com’è il tuo rapporto con gli altri membri dei Goblin ?

MG : Scrivero’ un libro a riguardo, anzi, ho gia’ iniziato

 

Maurizio Guarini

 

TDG : Se dovessi stravolgere la scaletta di uno show quali brani ti piacerebbe suonare del periodo Goblin o tuo Solista ?

MG : Per i miei show gia’ la scaletta e’ completamente diversa. Per esempio nei miei concerti da solista ho gia’ aggiunto  ” Rush ” da Contamination,  ” Mousse Roll ” da Four of a Kind e altri brani Goblin che non facciamo dal vivo.

Maurizio Guarini

Per quello che riguarda i Goblin, invece che impostare quasi tutto il concerto sui brani più famosi che conoscono tutti, farei un piccolo medley mZgari da suonare alla fine del concerto, mentre baserei il resto del concerto su cose più recenti o addirittura inediti, e darei molto più spazio all’improvvisazione e alla creatività. Farei parti acustiche e nuovi arrangiamenti per proporre dal vivo brani degli anni 70 visti sotto un altro aspetto, insomma, terrei più viva la parte creativa invece di ripetere all’infinito le stesse cose, fermo restando che capisco i fan che vogliono sentire i brani famosi con l’arrangiamento e i suoni identici all’originale.

 

TDG :  Fearless lo trovo un album molto commerciale come mai questa scelta di pubblicare questo disco ?

MG : L’idea e’ stata di far uscire un disco celebrativo per il quarantennale di Zombi. Io,e mi pare Massimo fosse d’accordo, avrei voluto aggiungere anche dei nuovi brani con l’occasione, e ne ho composti un paio, ma la proposta non e’ stata accettata, quindi abbiamo solo eseguito i vecchi brani con diversi arrangiamenti. Avrai presto la possibilità di sentire i brani che avevo proposto e che poi ho realizzato per conto mio.

 

TDG :  Quando ripartirà il tour dei Goblin sospeso nel 2019 e se ci saranno date in Europa ed In Italia

MG : Chi lo sa. Dipende da molti fattori, soprattutto quando ripartiranno i concerti nel mondo. Poi nel nostro caso un tour non e’ una cosa che si può organizzare in poco tempo. E’ una macchina complessa, che oltre a richiedere la ricerca di un itinerario interessante, coinvolge altre attività che vanno programmate con molto anticipo. Nel caso del nord america bisogna iniziare a organizzare minimo quattro mesi prima. Poi non tutti viviamo nello stesso paese, il che rende più difficile fare le prove, e non la pensiamo nello stesso modo riguardo molte cose, e questo crea un ulteriore ostacolo. Non e’ facile, credimi.

TDG :  Come mai è cosi’ difficile suonare in Italia ?

MG : Non so. Nel nostro caso, essendo un gruppo di nicchia non esattamente conosciuto da tutti, i promoter non riescono a garantire cachet adeguati. In più, cosa che forse ti sorprenderà, non abbiamo un agente in Italia. Molto semplice.

Maurizio Guarini

TDG :  Che rapporto ai con i fan ?

MG : Ottimo. Devo ringraziare quelli che mi seguono che mi danno la forza di continuare altrimenti avrei abbandonato tutto. A parte i fan dei Goblin, quelli storici e i più recenti, ho nuovi fan che seguono le mie cose da solista, e questo mi fa molto piacere. Devo dire che alcuni fan italiani – o che si professa no fan – mi hanno un po’ deluso dal punto di vista delle vendite. Ho accesso ai dati delle vendite, chiaramente, e vedo che la maggior parte del supporto, voglio dire persone che comprano i miei album, vengono dagli Stati Uniti e dal Giappone. Questo vale sia per i miei album che per quelli dei Goblin. In Italia c’e’ la radicata tendenza a copiare. Vedo molti commenti sui miei album e su quelli dei Goblin, da persone che non ho idea di come abbiano avuto la possibilità di ascoltarli. E questo succedeva anche prima che inserissi gli album nella distribuzione streaming tipo Spotify. Peccato. Un pò più di supporto da questo punto di vista incoraggerebbe anche a produrre di più, ma evidentemente la gente preferisce spendere i soldi per uno spritz aggiuntivo o per parcheggiare la macchina e copiare o scaricare un d pirata anzichè comprarlo. Detto questo, i fan sono importantissimi per darci la forza di andare avanti, senza di loro non potremmo esistere.

TDG :  Progetti Futuri ?

MG : Molti. Secondo album col quartetto, nuovo album regolare, continuazione concerti inclusi gli screening con le colonne sonore live di Inferno, Nosferatu e un altro film d’epoca per cui sto scrivendo la colonna sonora, Haxxan e i concerti con il quartetto d’archi e non solo. Tutto questo a patto che sia possibile ricominciare a suonare dal vivo superato il panico della pandemia. Se questo non succede presto e senza stupide restrizioni, mi sa che tornerò alla mia programmazione e alla realtà virtuale, non vedrei un futuro roseo per la musica. In genere sono ottimista, questa volta meno.

TDG : Grazie Maurizio per la  lunghissima ed interessante intervista e grazie anche a Cinzia Cavalieri.

MG /CCAV : Grazie a te Roberto per il continuo supporto ed un abbraccio a tutti i lettori di Terra di Goblin ed ai fan gobliniani di tutto il mondo.