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LEGENDS OF PROG – Padova 3/02/2019

Legends of Prog, un evento a cui certamente non potevo mancare, ed un ulteriore occasione  di poter riunire  lo zoccolo duro dei fan dei Goblin, quelle persone con cui fin dagli inizi ho potuto confrontarmi, conoscere e  condividere questi momenti magici..

Lo aspettavamo da qualche anno questo concerto e quando sono uscite le uniche tre date italiane è stato inizialmente difficile poter scegliere la città per fissare la nostra nuova reunion !

Inizialmente avevo optato per Roma, con la scusa di poter entrare almeno per una volta alla Cinevox Record, per vedere gli archivi, e le sale di registrazione dove i Goblin registrarono negli anni ‘ 70 .

Ma alla fine abbiamo scelto Padova, visto che due dei nostri temerari del prog : Fabio Capuzzo e Giampietro Callegaro abitano proprio nella città veneta e per loro spostarsi in un’altra città quando il concerto lo avevano sotto casa era un assurdità. 

Marco Bertuzzi da Bologna, Pietro Fiscaletti da San Benedetto Del Tronto, Max Velvet da Trieste, Io da Torino, insomma gran parte dell’ Italia in movimento per un pensiero solo, la musica e l’amicizia che ci unisce da molti anni .

Arrivato a Padova verso le 13.40 ad attendermi alla stazione Pietro e Giampietro, che ci ha accompagnati a casa sua dove ci aspettava Maria Grazia per un pranzetto delizioso a base di tagliatelle al ragù, per concludersi con dolci tipici veneti,  una Domenica speciale in compagnia di amici, dove respiri  un aria diversa intorno a te, sarà  la passione che ci accomuna.

In attesa dell’arrivo di Marco da Bologna, decidiamo di fare un giro intorno al teatro che dista a pochi passi da casa di Giampietro, più che altro per capire l’orario esatto dell’inizio dello show, entriamo in cortile e sentiamo i Claudio Simonetti’s Goblin che stanno per concludere il soundcheck, chiamo Simonetti e lo invito a venire fuori, mentre Lino Vairetti e Carl Palmer non sono ancora arrivati in teatro per le prove.

Simonetti tarda ad uscire, quando all’improvviso vediamo arrivare un auto con a bordo Lino Vairetti  e Carl Palmer ci salutano velocemente, sgattaiolando subito all’interno del teatro, nel frattempo anche Marco ha raggiunto la destinazione, e il nostro ultimo appuntamento era quello di andare a casa  di Fabio Capuzzo che ci attendeva insieme a Max Velvetnon andare da Fabio sarebbe stato maleducato, ma proviamo a vedere se per caso riusciamo ad assistere al soundcheck e di conseguenza avvertire Fabio e Max di raggiungerci…

Esce Titta Tani che grida ” Sicurezza chiudete le porte è arrivato Attanasio ! ” con il sorriso sulle labbra e le risate infinite mi invita ad entrare velocemente, ma non sono solo o altri amici con me e non voglio lasciarli fuori e chiedo se possiamo  entrare tutti , ma purtroppo non è possibile e quindi decidiamo di desistere lasciando le due band tranquille a concludere le loro prove. 

Arriviamo a casa di Fabio Capuzzo, dove rimango senza fiato quando mi porge la copia originale di Cherry Five, da questo momento io non capisco più nulla un’ora abbondante a guardare Lp, 45 giri, poster e quant’altro, una miniera d’oro,  quante cose belle che mi sono passate tra le mani, Fabio è una persona gentilissima e super disponibile,  ci presenta anche la sua compagna Letizia, l’essere collezionisti diversi da tutti gli altri, nessuna gelosia tra noi soltanto condivisione e passione.

Sono quasi le 19 decidiamo di sfamarsi in pizzeria per poi raggiungere i nostri posti in teatro, incontro Stefano Rossello della Rusblade, con il quale avevo un appuntamento di scambio discografico, poi Gianluca Chiti, Carlo Ottavi, alcuni mi riconoscono e mi vengono a salutare, sono commosso e felice perchè sono nel mio paese delle meraviglie. 

Ho voluto esserci a questo evento non solo per rivedere gli amici, ma sopratutto per vedere per la prima volta Carl Palmer ( batterista degli ELP ) , ad essere sinceri forse sono l’unico a non avere mai ascoltato un disco degli ELP, conoscevo qualche brano, ma per me è stata una scoperta bellissima, un concerto straordinario un batterista davvero fantastico che mi ha regalato tanta emozione. 

A raccontarvi la serata questa volta è Giampietro Callegaro, lui che gli ELP, li conosce molto bene e a maggior ragione non potevo non affidargli questa bellissima recensione di entrami gli show…. 

Serata magica quella di Domenica 3 Febbraio a Padova, e non è la solita frase fatta, cominciata con una pizza tra amici che si vedono sempre in queste occasioni e che non temono i chilometri da affrontare e il lavoro del lunedì mattina.

Al teatro Ai Colli si sono esibiti in due concerti distinti Carl Palmer, leggenda vivente degli ELP, Asia e oggi anche con la sua tribute band e Claudio Simonetti con la sua incarnazione dei Goblin.

Dire che è stato emozionante non rende l’idea della statura dell’avvenimento. Il teatro non era pieno e l’età media era quella di chi aveva 15 anni nei ’70 però il passato del prog rock non smette di brillare mai e il favoloso batterista quasi settantenne ce lo ha fatto capire subito. Non si trattava di una session auto compiaciuta e celebrativa, i muscoli del signor Palmer si flettono ancora come se fosse in uno stadio strapieno a suonare coi suoi due compari di allora.

Il concerto inizia con un “Peter Gunn di Henry Mancini volutamente caciarone e indiavolato. Si capisce subito che dietro i tamburi c’è uno che picchia duro come se avesse ancora vent’anni. Neanche il tempo di respirare sull’ultima nota che parte subito ” Karn Evil 9 con la voce ispirata di Lino Vairetti degli Osanna in serata di grazia che interpreta alla grande questo e altri due brani.

La magia che si sprigiona dalle note di “From the Beginning ”, “Hoedown ” “Trilogy ” è anche merito dei due ragazzi giovani che accompagnano Palmer, sulla scelta di non usare le tastiere si potrà discutere ma il bassista e il chitarrista (talmente giovani da sembrare i nipotini del grande capo) fanno di tutto per non far rimpiangere Keith Emerson.

Poliedrici e virtuosi i due accompagnatori hanno in repertorio un Debussy (“Claire de Lune”), una “Toccata e Fuga” (Bach) e un “Maple Leaf Rag” eseguito con lo stick bass… Roba da far impallidire anche Tony Levin dei King Crimson. E a proposito del Re Cremisi, anche una gran versione di “21st Century Schizoid Man” è uscita dalla cucina di Mr. Palmer.

Il top dell’emozione si è toccato con l’esecuzione di “Lucky Man” con Vairetti alla voce e Simonetti alle tastiere come guest star. Si era capito subito che sarebbe potuta scappare anche la lacrimuccia per il brano dedicato a Greg e Keith. Il momento in cui dici che sarà bene ricordarsi di esserci stati, perché non ricapiterà mai più.
Le note di “Fanfare for the common man” di Aaron Copland con assolo di un quarto d’ora di batteria, chiudono il primo concerto in una ovazione. Vedere Palmer che aiuta il suo service a smontare gli strumenti la dice lunga sulla qualità morale di un uomo che ha fatto la storia del rock.

Il secondo spettacolo, con i Claudio Simonetti’s Goblin, si apre tra qualche intoppo tecnico sulle note di “Mother of Tears”. Avendo già ascoltato questa incarnazione gobliniana un’estate fa a Battaglia Terme, posso affermare che la band ha trovato la quadra attorno al grande fondatore, si riprende dall’intoppo tecnico, e parte ” Mater Lacrimarum “, che sprigiona tutto il suo hard rock, la band sembra in gran forma e lo si vede dai sorrisi sul palco e dalla voglia che ci mettono sul palco, nemmeno un minuto di pausa che si passa a ” Demon ” , per poi sfociare in  “E.. suono Rock ” .

Era difficile ascoltare questo gruppo senza pensare al suo alter ego (Daemonia) metallico, invece ora bisogna dire che la presenza della bassista Cecilia Nappo ha stabilito il giusto equilibrio che prima mancava. Sentire la ragazza che sferraglia sicura sulle note di “Roller” e “Aquaman” è un piacere.

Si potrebbe fare la lista dei pro e dei contro di questa formazione con quella degli altri quattro Goblin impegnati in gruppi misti, ma per far presto basta sapere che il combo di Simonetti è sempre orientato a un suono ruvido e metallico e il fulcro delle esecuzioni è sempre agganciato all’estro di Claudio che di volta in volta, presenta, intrattiene, ricorda e scherza coi suoi gregari.

Quello che si trova nel gruppo di Simonetti è la percentuale hard che manca alla confezione dei vari BackToThe Goblin, Goblin 4 e Goblin Rebirth che mantengono sempre una cifra stilistica notevole e un aplomb tra il prog classico e l’eleganza interpretativa, senza che mai un musicista salga sulle spalle di un altro.
Momento magico del concerto per me è stato il trittico da “Dawn of the Dead”:  ” L’alba dei Morti Viventi ” , Zombi e Zaratozom sono stati eseguiti alla perfezione con un Titta Tani per niente intimorito dal mega batterista del primo concerto.

Lo show procede con  ” Non ho sonno ” , suonata molto bene e ” Death Farm “,  mentre Bruno Previtali mi  ha fatto venire gli occhi lucidi  durante il suo assolo di chitarra con “Opera ”, e il tempo si ferma sulle note e dolci di ” Gamma ” che Claudio presenta sempre con un filo di voce emozionante e commossa ricordando con grande affetto il padre Enrico Simonetti,  e ringrazia Roberto e tutti noi per essere presenti in sala.

La band per motivi di spazio e tempi non esegue i due brani di  “Chi ? ( parte 1 & 2 ) ” , un vero peccato mi sarebbe piaciuta risentirla suonare dal vivo. 

il tastierista romano invita il pubblico ad intonare le note di Suspiria, ma il pubblico pare non rispondere e la band rimane leggermente spaesata, mentre alcuni minuti prima è stato Bruno Previtali ad avere problemi tecnici con la chitarra, non è una serata fortunata per la band, evidentemente le streghe capitanate da Helena Markos hanno fatto il loro ingresso all’interno del teatro e partono le note maligne di ” Suspiria ” successivamente vengono eseguite ” Tenebre ” , dove il pubblico sembra essersi svegliato e dalla stupenda ” Phenomena “, introdotta da un esecuzione al pianoforte di Claudio che mi ha fatto venire i brividi sulla pelle. La chiusura dello show   è affidata alle note di “Profondo Rosso” ha fatto capire una volta di più che magnifica e irripetibile stagione è stata quella dei primi anni ’70. Dio li abbia in gloria.

Si accendono le luci nel Teatro Colli, nonostante qualcuno richiama a gran voce la band sul palco, lo spettacolo è finito ci riuniamo tutti sotto il palco, mentre Roberto viene invitato da Stefano Rossello / Rustblade ) a salire sul palco…

< Quando sono salito non mi aspettavo un ulteriore emozione, Simonetti mi si è avvicinato accompagnandomi al centro del palcoscenico, dove stava per arrivare Carl Palmer, per farmelo  conoscere di persona, io purtroppo non so dire nemmeno una parola in inglese ed ero imbarazzatissimo e non avevo neppure un disco degli ELP, da fargli autografare, fortunatamente mi sono comunque premunito all’entrata del teatro vendevano le locandine e ne ho acquistata qualcuna, ne ho approfittato per scattare una foto insieme e Simonetti, Palmer e Vairetti, invitando gli artisti ad avvicinarsi ai miei amici sotto il palco per un autografo.

E’ stato un momento emozionate e bello, ma nello stesso tempo mi sono sentito male perchè avrei voluto scattare quella fotografia insieme a tutti i miei amici con cui avevo condiviso questa serata . Da sotto il palco i miei amici scherzavano con urli e fischi, ma è stato tutto molto veloce ed inaspettato, non volevo invadere troppo i loro spazi, stavano smontando gli strumenti e non volevo disturbarli oltremodo, quando sono sceso nuovamente tra i miei amici ho chiesto loro scusa, ma loro mi hanno abbracciato sorridendomi…>

La serata si è conclusa con una foto di gruppo e una chiacchierata con Claudio Simonetti, sempre generoso di attenzioni coi suoi fans vecchi e nuovi.

Già perché questi artisti potrebbero tirarsela molto di più dei fighetti moderni e invece scendono tra il pubblico, firmano autografi, parlano delle loro vite… Ho chiesto a Carl Palmer che ne sarà degli Asia dopo la dipartita di John Wetton e mi ha risposto che i concerti continueranno con Billy Sherwood al basso mentre stanno cercando un nuovo cantante per comporre un nuovo album. E anche questa bella notizia mi serviva per concludere un weekend da favola.

 

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