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GOBLIN REBIRTH – TOSSICIA ( Te ) 31 / 08 / 2018

Terra di Goblin è onorata di raccogliere queste  stupende recensioni  da parte di  ben due nostri lettori e fan scatenati, che si sono trasformati per un giorno da ” inviati speciali ”  al concerto dei Goblin Rebirth , durante  il ” Tocxicity Rock Fest ” tenutosi a Tossicia, paesino della provincia di Teramo .

Un doveroso Grazie ad Andrea Coppelli & Pietro Fiscaletti , che gentilmente oltre alla recensione, hanno fornito foto e video della serata .

GOBLIN REBIRTH – LIVE IN TOSSICIA ( Te ) 

Di

Andrea Coppelli 

Assistere ad un concerto dei Goblin, in tutte le loro varie formazioni, è sempre un evento più che piacevole ed emozionante, in questo caso era la mia prima volta per i Rebirth quindi c’era anche molta curiosità.

Ciò che fin dal soundcheck si può constatare, è la spontaneità e la tranquillità con cui la band affronta il palco, una nonchalance dettata dalla grandissima professionalità di ogni singolo membro, incluso Gianluca Capitani che per l’occasione sostituirà per la prima volta  Agostino Marangolo dietro le pelli.

I cinque musicisti hanno un approccio alla serata che può far solo ben sperare considerando che il soundcheck a più riprese,  è stato sospeso più di una volta a causa della pioggia fortunatamente mai troppo violenta ma comunque fastidiosa, non ha mai intaccato la voglia di salire sul palco e riprendere da dove ci si era interrotti.

Ad aprire la serata ci sono gli Zippo, band Pescarese capitanata dalla splendida voce di Davide Straccione. Un mix tra primi Staind, Neurosis e grunge/stoner con diverse spolverate di elletro psichedelia; ritmiche a tratti molto pensanti e cadenzate con accordi doom, intervallate da sfuriate più veloci e violente, possono riassumere ciò che il gruppo propone.

Le parti di chitarra si sposano alla perfezione con quello che la sezione ritmica crea, il tutto perfettamente amalgamato grazie alla voce di Davide. Tutti tecnicamente molto validi e scenicamente presenti, una band italiana che si avventura con ottimi risultati, in un territorio di solito calpestato da band made in USA.

Un merito da riconoscere va anche al fonico che sia per gli Zippo sia per i Goblin Rebirth, ha svolto un lavoro eccelso non penalizzando assolutamente nessuna delle due esibizioni.

 Ed eccoci al tanto  agognato momento, i cinque Rebirth stanno prendendo posto sul palco e fin da subito la gente presente alla serata si avvicina sotto il palco , pronti ad assistere alla performance di Pignatelli e soci.

La serata vede intervallarsi grandi classici dei Goblin, a brani presenti nell’album omonimo di inediti che la band partorì nel 2015, un capolavoro formato da otto tracce  che dal vivo non perde le sue caratteristiche di coinvolgimento e di atmosfera.

Evil in the Machine, Back in 74 e Book of Skulls fanno letteralmente sognare i presenti con il basso di  Fabio Pignatelli che è un piacere ascoltare in tutto il suo sound caratteristico e magico.

La chitarra e le due tastiere formano una squadra micidiale capace di trascinare e far riemergere da questi sogni ipnotici, tutti i presenti.

E’ incredibile vedere come sia Aidan Zammit sia Danilo Cherni all’altra tastiera, anche se vincolati al loro statico strumento, riescano letteralmente a saltare e ad aggredire il palco come pochi.

Zammit è uno dei più attivi al microfono insieme a Giacomo Anselmi nell’introdurre i brani e spiegare ai presenti, i motivi per cui questo progetto è nato, ovvero suonare non solo i brani famosi di quei film che hanno fatto la storia grazie anche alla loro colonna sonora, ma riproporre soundtracks meno famose ma altrettanto belle che sicuramente qualche presente al concerto, non aveva mai sentito prima d’ora.

Alcuni brani classici sono stati “riarrangiati” se così si può dire, dai membri della band modificando a volte solamente qualche piccola sfumatura mentre in altri episodi,  quasi stravolgendo la struttura principale del brano, il più presente sotto questo punto di vista è stato sicuramente Gianluca Capitani  al suo esordio live.

Ottima performance per lui, ho gradito molto le sue personalizzazioni. Si tratta di passaggi, non pensate ad una base death metal sul main theme di Tenebre ma a qualche passaggio più modern-power che ha fornito un tono più grintoso e delle volte, più attuale, a dei capolavori indiscussi.

Profondo rosso ad esempio è stata introdotta da un incipit di tastiere che ha realmente accompagnato il pubblico per mano ad uno dei riff musicali più famosi al mondo, con il palco completamente illuminato di rosso e la chitarra pronta ad entrare subito dopo per accompagnare a sua volta l’ingresso del main theme! Capolavoro!

Forse i più puristi avrebbero potuto storcere un pò il naso ma perchè? Perchè non apprezzare una cosa del genere? Soprattutto quando basta incrociare gli sguardi di chi questo brano l’ha scritto nel 1975, realizzare che è come se lo stessero eseguendo per la prima volta e vedere i loro sorrisi a fine esecuzione con la gente che applaude! Solo la musica può regalare queste emozioni!

Il finale di concerto è lasciato al main theme di Tenebre che, successivamente a Suspiria ed alla sopra citata Profondo Rosso, saluta definitivamente il pubblico congedando la band nella speranza di nuova partecipazione live sui palchi a stretto giro.

Un giudizio tecnico sui 5 Maestri… mi è permesso usare una sola parola? PERFETTI !!! Non serve aggiungere altro, veramente perfetti sotto tutti i punti di vista.

Un altro giudizio più che positivo va al service audio e luci, impeccabili come non sempre scontato trovare in occasioni live ed all’organizzazione in toto del festival, coraggiosi e competenti considerando che la serata era gratuita ed invece di assicurarsi un sold out con le classiche cover band di Vasco Rossi e Ligabue, hanno voluto osare e sono stati premiati da una gremita partecipazione di pubblico.

Molto belle anche le t-shirt del festival vendute all’onestissima cifra di 10,00 Euro e la location che si è sposata benissimo con ciò che i fortunati presenti alla serata hanno potuto vivere.

Vorrei chiudere ringraziando i 5 veri protagonisti della serata che oltre ad averci regalato le emozioni sopra descritte, si sono resi disponibili per foto ed autografi con tutti i presenti interessati ad incontrarli.

Restiamo in attesa del successore del loro album d’esordio del 2015, chissà che il 2019 non sia l’anno buono.

 

GOBLIN REBIRTH – LIVE IN TOSSICIA ( Te ) 

Di

Pietro Fiscaletti 

I Goblin rappresentano per me qualcosa di unico ed eccezionale, musicalmente parlando.

Tra le radici dalla mia infanzia di un paese di provincia dove l’assortimento di dischi era una cosa improponibile e di conseguenza trovare i dischi dei Goblin era una vera impresa, bisognava ordinarli ed aspettare, aspettare con la “bava” alla bocca.

L’assenza di quasi 30 di questa band dalle luci del palco è stata atroce, alleggerita di certo dal fatto che grazie al web, quest’ultimo ci ha permesso di scavare a fondo ma molto a fondo per cercare buone nuove e soprattutto poter contattare fan da tutta Italia e da tutto il mondo, e sono tantissimi.

Poi all’improvviso,  ecco la luce, i concerti ed addirittura 2 band, ormai il discorso è trito e ritrito, sembra persa la speranza di poter rivedere la band originale all’opera (magnifica di certo) ma per noi fan credo che vada anche bene così.

L’importante è ascoltare queste musiche che mi hanno accompagnato e fatto sognare da ragazzo e oggi che sono adulto poterle finalmente ascoltarle dal vivo dove diventano ancora più belle  semmai fosse possibile.

E per ciò che mi riguarda parto… Da qualunque parte provenga il suono Goblin, viaggio su è giù per la penisola, fino a quando il Signore me ne darà possibilità…..

I Goblin  Rebirth, sono uno spettacolo e meravigliosi, per ben due volti li ho visti a  Genova , poi le trasferte a  Lugagnano di Sona  (VR), Torino, dove ho potuto addirittura cenare insieme a loro, un esperienza indimenticabile.

E.. All’improvviso ti arriva la notizia che neanche ti saresti aspettato di trovare: i Goblin Rebirth a due passi da casa, in provincia di Teramo e precisamente a Tossicia. Mamma mia !! il Signore ha accolto le mie preghiere.

La giornata cerco di farla scorrere normalmente, mattino al mare, giro al Santuario di San Gabriele, logicamente panino con la favolosa porchetta di Colledare e birrette al seguito, sembra tutto scorrere normalmente ma dentro l’ansia ed il cuore vanno per conto loro.

Arrivo sul posto verso le 18 e trovo Danilo Cherni, che mi riconosce al volo,  mi saluta ed abbraccia come fossimo come due vecchi amici e mi presenta il batterista Gianluca Capitani dicendo che Agostino Marangolo non sarà presente al concerto in quanto impegnato nel tour con Napoli Centrale e James Senese.

Facciamo quattro chiacchiere in ottima sintonia, poi lascio Danilo e compagni risalire sul palco per sistemare gli strumenti.

Tossicia è un paese della provincia di Teramo provato anch’esso dal terremoto in maniera importante,  Il concerto dei Goblin Rebirth si svolge nel contesto del Toxicity Rock Festival giunto alla sua 12^ edizione e propone band locali e non con musica rock e prog in una location veramente mozzafiato nel polmone verde della cittadina: una pineta veramente fantastica, l’ingresso è gratuito e ci sono stand dove poter cenare in un bellissimo ambiente.

Terminato di sistemare gli strumenti, Aidan Zammit, l’immenso Fabio Pignatelli e Danilo Cherni scendono dal palco e mi raggiungono, il nostro rapporto in questi ultimi anni è cambiato, prima era un ansia di di foto ed autografi, adesso invece ci si conosce meglio, siamo come amici ed ho imparato a gustarmi  ogni attimo che posso passare vicino a loro senza perdere altro tempo, e sopratutto godermi a 360° il concerto.

Nubi minacciose minacciano il cielo e la pioggia rovina in parte il soundcheck, ma per fortuna torna  il sereno, nonostante l’aria si sia molto rinfrescata, e la giornata si sia fatta umida ( sta finendo l’estate.. ) , la band ritorna sul palco per concludere la sessione di prove, intorno a me sento il meraviglioso sound dei Goblin Rebirth, sono estasiato e non capisco più nulla, mi appoggio ad un pino e mi godo il soundcheck, consapevole di quello che succederà satasera.. 

Sono le 22,10 , dopo una bella cena in compagnia di Andrea Coppelli, prendiamo il posto al concerto, Andrea va verso il palco, io invece preferisco rimanere più indietro per godermi meglio lo spettacolo di luci e colori e per poter percepire al massimo il loro sound.. 

Al concerto saranno presenti circa 300/400 persone, la serata parte con gli Zippo,  che presentano brani da loro composti , un bel rock aggressivo e piacevole al tempo stesso, ma la musica dal vivo è tutta bella, almeno per me, il concerto della band pescarese si conclude intorno alle 23, un ottimo show 

I Goblin Rebirth, salgono sul palco intorno alle 23,30 , ed attaccano con la bellissima ” Killer On The Train “, estratta dall’album di Non ho sonno, la scaletta dello show non cambia rispetto al concerto di Torino seguono uno dopo l’altro  e il tempo per me sembra fermarsi :

  Buio Omega // Dr Frankestein // Connexion // Book Of Skulls // La Chiesa // Mad puppet / Death dies // Back in 74 // Lalba dei morti viventi // Mysterium // Forest // Zombi // Evil in the machine // Suspiria // Profondo rosso // Tenebre

Lo show si conclude all’una di notte dopo un’ora e mezza di un grandissimo concerto, una serata memorabile ed indimenticabile, la band fantastica come sempre, Gianluca Capitani mi ha impressionato moltissimo, eseguendo i brani alla perfezione, in molti frangenti mi ha ricordato Agostino Marangolo. 

Dopo il concerto non sono riuscito a salutare la band, a differenza di altri fan che hanno calcato la base del palco per salutarli uno ad uno, sentivo molto freddo, non ero vestito adeguato per quella temperatura, tant’è che nei giorni successivi al concerto ho avuto anche la febbre, Fabio Pignatelli mi ha contatto il giorno dopo per sapere che fine avevo fatto e che era dispiaciuto di non avermi visto a fine show, ma gli ho spiegato che non erao stato bene ed avevo preferito andarmene in albergo .

E dispiaciuto anche a me non potermi soffermare di più con loro, ma sicuramente ci saranno altre occasioni , la loro musica mi permette di annullare le distanze, e sono pronto per il prossimo viaggio… nella Terra di Goblin.