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GOBLIN – Atene 12/06/2017 Kyttaro Club

Terra di Goblin è onorata di raccogliere questa bellissima testimonianza da parte di un nostro lettore e fan dei Goblin, che per noi è volato fino ad Atene per assistere ad uno dei concerti dei Goblin durante il mini tour europeo.

Un doveroso Grazie a Freddie Wolf.

Goblin Atene

Ora vi racconto una storia. E se amate questa band, vi invito a leggerla per scoprire quanto siano persone meravigliose. Non che non si sappia, ma come amo ripetere, “è bello avere conferme”. Sono esperienze che insegnano più di quanto si pensi…

Piccola premessa; i Goblin son per me una famiglia da sempre avendoli scoperti a soli dieci anni ed amandoli costantemente da li in poi. Sono anche divenuto nel tempo un discreto collezionista e supporter estremo di questa meravigliosa realtà musicale. Il fatto di essere nato però dopo i loro anni più frenetici – i 70’s – non ho mai avuto l’onore e l’immenso piacere di godermeli dal vivo con il moniker originale. Negli anni mi son riuscito a vedere i Goblin Rebirth di Fabio Pignatelli ed Agostino Marangolo, e più volte Claudio Simonetti (con i Daemonia prima e con i Claudio Simonetti’s Goblin poi). 

Oggi come oggi sembra impossibile rivedere i cinque Goblin originali sullo stesso stage, ma puntavo a vederne almeno 4/5 visto che hanno già fatto diversi world wide tour e la data greca ad Atene è stata l’occasione giusta per me per gustarmeli, avendo persino l’occasione di visitare una città storica a dir poco stupenda.

Arrivato ad Atene in mattinata e dopo aver passato tutta la giornata a visitare tutto il visitabile in tempi record, mi dirigo nel pomeriggio tardo con la mia ragazza al KYTTARO Live Club dove i Goblin avrebbero suonato, capitanati ovviamente da Fabio Pignatelli , ma questa volta completi di Agostino Marangolo, Maurizio Guarini, Massimo Morante ed Aidan Zammit (al posto dello storico Claudio – tra l’altro contemporaneamente in tour con la propria line up).

Avvertito Fabio che ero li fuori ho atteso la fine del soundcheck godendomelo dalla strada (un sound davvero potente ed un impianto ottimo). Alla fine vedo Max uscire per prendere una boccata d’aria e subito resto sorpreso nel salutarlo presentandomi perché si ricorda di me (anche se solo per un paio di telefonate e qualche post su Facebook di diverso tempo prima). Cordialissimo e davvero amichevole, mi invita ad entrare per salutare il resto della band che conoscevo già. Saluti, abbracci e qualche battuta (“Ma davvero sei venuto qui per noi? Ma tu sei pazzo!”) e subito colgo la palla al balzo per farci una foto insieme da tenere come un cimelio per il resto della mia vita. Alla fine Fabio mi propone di stare nel backstage con loro. Non me lo faccio ripetere due volte ma resto ulteriormente colpito di quanto artisti del loro calibro sappiano essere allo stesso tempo persone davvero stupende, umili, gentili, simpatiche e fraterne.

Piccolo appunto; per il tipo di vita che mi son ritrovato a vivere prima e che ho scelto poi, backstage & stages, studios e sale prove sono all’ordine del giorno (prima seguendo mia madre da bambino negli infiniti tour dei Pandemonium o stando con loro agli studi della Trafalgar per interminabili settimane – gli stessi studi in cui proprio i Goblin han registrato il grosso della loro produzione discografica) e poi per il mio percorso musicale con bands o solo projects. Ma ritrovarmi quel 12 giugno assieme a loro, vivendoli nei loro momenti di relax, preparazione, confidenze e giocosità, giuro che è arduo compito descriverlo. Compagni di vita da ben quattro decadi ed una storia tutta da raccontare e precisare, con più chicche e curiosità di molte altre bands sopravvalutate, gonfie di inutili gossip e molta poca qualità e talento.

Anyway, mi ritrovo seduto li con loro con un Max in pieno stile 70’s rockstar, con sigaretta sempre presente alla mano ed una birra fredda, che sembra intimorire con il suo fare sicuro e deciso, ma che invece si rivela affabile e cordiale come pochi, divertendomi con i racconti curiosi e gli incidenti di percorso vissuti nei vari tour – questo compreso – tra scali incredibili, occasionali compagni di viaggio da dimenticare ed un possibile incidente aereo che rischiava di portarseli via tutti (per fortuna Dio ce li ha salvati ancora una volta – per chi non lo sapesse, nel tour di  ” Roller ” del 1976  fecero un incidente stradale gravissimo, finendo cappottati in un’altra corsia e subito dopo in ospedale, rischiando tutti la vita e salvandosi miracolosamente – macchina esclusa ovviamente). Fabio ogni tanto interviene precisando o sottolineando determinate cose, con la solita pacatezza e precisione. Nel frattempo Ago e Maurizio fanno avanti e indietro tra un camerino e l’altro visto che, al contrario dei primi due, non amano il fumo – soprattutto Ago che ogni tanto lancia frecciate divertenti e riprende anche me (ma nonostante io sia un rompiballe, non nasconde una simpatia). Infine Maurizio che interviene su qualche episodio della loro stupenda storia, sempre così interessante e tutta da scoprire, che sembra non esaurire mai aneddoti e precisazioni, mentre Ago ogni tanto fa video con il suo cell phone per documentare la serata. Lo staff del Kyttaro ci concede persino i pass oltre al poster dell’evento. Vabbé, probabilmente mi sveglierò tra poco, tutto troppo bello.

Svelerò un segreto; per chi li segue da tempo non è un mistero che Max e Claudio siano in rapporti non proprio amichevoli da qualche anno – anzi – è cosa di dominio pubblico ed assolutamente mal celata, ma una cosa che mi ha ulteriormente benignamente colpito è stato constatare ancora una volta l’immensa signorilità e diplomazia che si cela realmente dietro le rare discussioni che sono uscite nel tempo su internet (prima sui forum e dopo sui networks). Nonostante lo split con Claudio, nessuno di loro si è permesso di infierire alle spalle del proprio ex compagno di viaggio o di sottolineare cose sgradevoli; persino nel puntualizzare vari vecchi episodi, atti solo a far capire i motivi di varie divergenze, non si è mai scesi in critiche futili e cattive. Anzi, proprio Max, il più apparentemente agguerrito e meno incline alla pazienza, si è persino dimostrato seriamente dispiaciuto per l’ultimo incidente capitato a Claudio (la caduta dallo stage di qualche mese fa dopo la sua performance di “Suspiria” live), sottolineando per l’ennesima volta ai miei occhi di quali meravigliose persone esse siano (Claudio compreso ovviamente – sempre discretissimo e mai pettegolo, frivolo o sgradevole). Non serve dire quanto sia falso, ipocrita e viscido il mondo dell’arte dietro l’apparenza da tabloid – vissuto purtroppo anche in prima persona – ma scoprire tanta meraviglia non solo artistica nei Goblin, è stato un ulteriore motivo di gioia e soprattutto di vanto. Uno su mille ce la fa cantava Morandi…

Alla fine, tra una chiacchiera e l’altra, qualche sigaretta (tantissime) e qualche birra (abbastanza poche – son tutti molto morigerati e per niente “sfascioni” e ora capisco anche perché portano i loro anni così bene) si avvicina il momento della performance. Tutti si cambiano e Max è l’unico ad “acchittarsi” con il suo classico stile un po’ “corsaro” – motivo del suo soprannome – riprendendo simpaticamente i suoi bandmates perché vestiti come ragazzetti sbarbati dalle t-shirt poco vistose. Infine proprio Max mi regala una copia della set list di quella sera che farò autografare a tutti a fine concerto – un gesto davvero carino. Ultime risate, ultime battute ed un ultimo momento per prendere fiato prima dell’inizio. 

Goblin Atene

Si vocifera che ci sarà poca gente; è lunedì, il ticket costa circa 30€ (non proprio poco, soprattutto in Grecia) e la data forse non è stata neanche promossa eccessivamente (anche se a Fabio risulta il contrario). Io esco prima di loro per andarmi ad appostare in fondo alla sala e godermi il tutto da lontano per avere una visuale completa ed un sound bilanciato, quando mi trovo di fronte una calca assurda! Il club scoppia di gente fomentata in attesa dell’evento – roba da sabato sera in discoteca; ma qui non c’è il solito DJ rincoglionito con le musichette per ritardati, ma c’è gente avvelenata e piena di energia e stanno per arrivare i Goblin! Roba da serata memorabile. E lo sarà…

Room lights down – stage lights up e parte il boato; urla, fischi, frasi in greco, inglese, qualcuna persino in italiano nel mentre si diffonde l’intro a luci tetre e d’atmosfera per lasciar esplodere Magic Thriller ( Video )  Il pubblico è estremamente carico ma anche la band è al top dell’energia nonostante lo sbattimento delle date precedenti (una in Svezia e l’altra in Norvegia). Il sound è potente e rotondo e l’impianto oltre le aspettative per un live club. A seguire un breve intervento di Max per presentare Mad Puppet alla quale seguono Dr. Frankenstein, Roller, E… Suono Rock, Aquaman, Non Ho Sonno / Death Farm e l’omonima Goblin.

Performance stupenda ed anche dove c’è qualche imprecisione, nessuno se ne accorge perché sembrano volute variazioni a tema (ma io li conosco fin troppo bene e quando ad Ago scappano un paio di interventi sbagliati su “Non Ho Sonno”, guardo immediatamente Fabio ed Aidan che se la ridacchiano divertiti e rido con loro – non si può non amarli).

Maurizio fa un piccolo break per interagire con il pubblico e ringraziarlo di cuore per il calore immenso che stanno ricevendo, stupendosi che sia la prima volta che suonano li non essendo così lontani i due paesi (“meglio tardi che mai” urla uno dalla folla proprio in italiano!) e si riparte alla grande con L’Alba dei Morti Viventi. A seguire – dopo una breve presentazione divertente di Aidan con il vocoder – la classica Tenebre che poi lascia spazio all’ansiosissima Suspiria con tanto di botta e risposta tra Aidan e Maurizio nei loro intermezzi con le vocette malefiche. Ultimo break, questa volta di Aidan, per presentare l’immancabile Profondo Rosso. Saluti finali, presentazioni, boati, applausi davvero infiniti e fine dei giochi. Ma è solo apparenza perché le luci tornano basse e d’atmosfera per chiudere in bellezza con una delle mie song preferite; Zaratozom, la più hard rock del repertorio. Anche se questa versione è un po’ più soft e meno aggressiva e devo ammettere che la preferisco più “simonettata” (leggasi metallizzata e potentissima), anche se comunque ovviamente godibilissima.

Goblin Atene

Mega boato di chiusura – pubblico esausto ma felicissimo e l’ultimo commiato della band. Questa volta è davvero finito tutto. 

Si accendono le luci in sala e la gente si fionda letteralmente sul merchandise (mai visto fare piazza pulita in quel modo – davvero zombie sulla carne fresca). Addirittura vengono venduti anche tutti i poster della serata al Kyttaro. Una strage. Ed è mega successo. A quel punto una boccata d’aria (in tutti i sensi considerando che nel club si fumava tranquillamente – tutto in stile 70’s per davvero) e poi un ultimo saluto. In realtà Fabio mi propone di seguirli a cena con la band ma io e la mia ragazza siamo davvero distrutti dall’interezza della giornata (per quanto possa dispiacermi). Loro sono giovani rock stars, noi sembriamo già vecchietti. Sono incredibili, davvero. Li ringrazio di cuore e loro ringraziano me come fossi un amico di sempre o un parente stretto. Maurizio è molto sentito nel dirmi “grazie per essere venuto fin qui”. Ago mi fa le solite battute divertenti sottolineando che sono fuori di testa e la devo smettere con “sti Goblin, mica siamo i Pink Floyd” per poi sorridere benevolmente ed accennare un saluto con la mano, come un caro amico davvero. Fabio nel frattempo telefona alla meravigliosa moglie che ha (Michela) e ce la saluta – sembrano una coppia di innamorati ventenni… senza parole davvero. Un abbraccio anche ad Aidan che si dimostra una persona gradevolissima e davvero all’altezza della situazione come pochi, nel mentre Fabio scabla la strumentazione dicendomi quanto gli piaccia il sound che esce quando suona con la sua band; quel 70’s sound & attitude che non si può imitare se non l’hai vissuto (ed io sorrido perché lo penso da sempre e li adoro per questo). Poi mi dirigo nel backstage dove mi permetto un ultimo saluto anche ad un Max stremato in fase di relax (con tanto di schiena a pezzi per un incidente avuto mesi prima) che però non si infastidisce, anzi, mi saluta con affetto e calore nonostante la fatica e gli acciacchi, alzandosi persino per abbracciarmi nonostante abbia fatto mezzo concerto seduto proprio per i suoi dolori (ma sembra comunque più energetico e fresco di me – ma come fanno?)

Goblin Atene

Esco da li dopo un ultimo saluto sfuggente a Fabio che sembra dispiaciuto nel vederci andar via (e noi tanto quanto) e sono fuori; è buio e deserto. Tutto tace. Questo sogno vissuto fin pochi attimi prima sembra già un sogno lontano. La zona di notte non è troppo ben frequentata quindi metto il turbo alle nostre gambe e ci dirigiamo in tutta fretta verso l’hotel cercando di evitare brutti incontri. Ma nel mentre cammino mi vengono gli occhi lucidi… per fortuna la mia ragazza è al mio fianco e non può vedermi, anche se mi capirebbe. Lei questo tipo di amori li capisce bene e commuovono anche lei perché di rado ha potuto viverli negli altri. Anzi, così forti proprio mai.

Conclusione; ho visto svariati artisti e show diversissimi tra loro nel corso della mia vita, sin da quando ero un bambino… sette volte gli Iron Maiden (inimitabili – la potenza senza età) Motorhead, Judas Priest, Elio & le Storie Tese, Elisa, Testament, Slayer, Pino Daniele, Lady GaGa ed un sacco di altri nomi – spaziando dal jazz più classico alla fusion, passando per prog, rock, pop ed il metal più estremo e devastante. 

Ma una cosa è certa; un concerto come questo te lo porti dentro per sempre. Non per il genere (godibilissimo), non tanto per la performance (ottima) e non solo per la bellezza della set list (classici senza età davvero), ma per aver avuto conferma che nel mondo ci sono musicisti ed artisti. E poi artisti UNICI, inimitabili e magnifici che sanno darti tutto senza chiedere nulla in cambio, se non sincerità, rispetto e tranquillità.

E questi sono i Goblin.

Un grazie di cuore a Fabio Pignatelli (davvero come un babbo ed un punto di riferimento – sempre saggio ed equilibrato), Max Morante (uno dei pochi spiriti rock che non muoiono mai, vero e genuino a bestia), Ago Marangolo (il folletto dispettoso e peperino, sempre pronto a punzecchiarti per poi dimostrarsi però un amico sincero), Maurizio Guarini (un vero signore, modesto e discreto, ma in cuor suo anche un acquario un po’ matto che devi saper tirar fuori) e si, anche a Claudio Simonetti, perché mi ha dato tanto e perché anche grazie a lui i Goblin son stati e saranno per sempre una delle band più grandi della storia della musica.

Love you. Forever.

FREDDIE WOLF