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Goblin, Parigi 29/05/ 2009

Le mie sensazioni ed emozioni

Sono le 10, quando da stazione Porta Susa di Torino , prendo il treno che mi porterà a Parigi ad assistere al mio primo concerto dei Goblin. Finalmente potrò conoscere gli altri membri della band Fabio Pignatelli e Massimo Morante . Nelle settimane precedenti ho avuto contatti con Agostino Marangolo e la moglie di Pignatelli che mi tenevano informato sugli orari del soundcheck e concerto. Il soundcheck ha inizio alle 14,30 . arrivo a Parigi alle 15,30 dove mi aspetta la mia amica Corinne , che mi ha procurato il biglietto e mi accompagnerà al Parc De La Villette.

Il mio amico russo Denis Podnos mi avverte dell’inizio del soundcheck e riesce ad entrare nel locale, senza problemi nessun stewart ad ostacolare la nostra passione.

Arrivo al Parc De La Villette alle 17,30, alcuni steward presidiano l’ingresso del backstage, e sento le prime note suonate dai Goblin, i brividi corrono sulla mia pelle, mando in avanscoperta la mia amica, uno degli steward mi si avvicina chiedendomi chi stavo cercando, senza pensarci nomino un membro dei Goblin Fabio Pignatelli, pochi secondi e una ragazza dello staff mi infila al collo il pass per poter accedere al backstage.

Saluto la mia amica e in poco meno di 3 secondi sono sotto il palco ad assistere al soundcheck in compagnia di Denis, non credo ai miei occhi i Goblin sono a pochi passi da me. Esco di corsa per poter dare il biglietto d’ingresso alla mia amica, avendo il pass non mi serve più, ma decido di tenerlo,penso che potrebbe essere l’unico concerto dei Goblin che vedo nella mia vita  , un cimelio da collezione incredibile.

Il soundcheck dura circa 40 minuti, dopodiché ci avviamo nel backstage insieme ai Goblin, erano anni che aspettavo questo momento, vederli cosi da vicino poterci parlare e’ uno spettacolo. Fabio Pignatelli, Massimo Morante, Maurizio Guarini non li avevo mai incontrati prima d’ora .

Un’ora e mezza in loro compagnia, a parlare dei progetti futuri e soprattutto dei dischi precedenti, ne approfitto per fare delle foto insieme e farmi firmare qualche disco . Fabio Pignatelli entra con il suo basso Rickenbacker , lo osservo con molta attenzione, e Fabio mi suona Roller, facendo vibrare le corde senza attaccarlo all’amplificatore . Faccio conoscenza anche con il quinto membro dei Goblin Aidan Zammit .

Sono le 19,30 lasciamo i Goblin a concentrarsi manca solo mezz’ora all’inizio del concerto e io e Denis ne approfittiamo per uscire fuori nel parco, per prenderci qualcosa da bere e conoscersi meglio.

Nel frattempo Massimo Morante ci raggiunge e ci chiede se qualcuno di noi o dei nostri amici voleva occuparsi di vendere il merchandaise a fine concerto. Purtroppo la mia amica era andata via e quindi nessuno di noi poteva farlo.

Incontriamo Francesco e Marina di Roma sono le 20 lo show ha inizio.

Si comincia con Magic thriller, ho un groppo alla gola e le lacrime scendono impietose,tempo di riprendermi che Fabio Pignatelli inizia un assolo fantastico che sfocia nel brano Mad Puppet, suonata magistralmente. Dr. Frankestein , Roller, E… Suono Rock sono i brani eseguiti senza sosta,io sono in preda al delirio , per la prima volta ho potuto ascoltare i brani del mio album preferito suonati dal vivo Roller, il pubblico parigino viene rapito dalla musica dei Goblin che alla fine dei tre brani esplode in un boato assordante. Fabio Pignatelli fa venire i brividi al pubblico parigino con i suoi giri di basso , Agostino Marangolo è scatenato con gli assoli di batteria , bellissimi i giochi virtuosi  tra Maurizio Guarini e Aidan Zammit , con le tastiere.

L’acustica è perfetta e i Goblin sono in sintonia perfetta, nonostante sia la seconda data del Back To The Goblin Tour e che non suonavano dal vivo da 30 anni, Aidan Zammit,sostituisce Claudio Simonetti alle tastiere e se la cava egregiamente sembra che con i Goblin ci abbia sempre suonato . Bellissima la scenografia sul palco dove uno schermo posto dietro la batteria di Marangolo fa scorrere le immagini dei film .

L’atmosfera si fa più dolce e il rumore delle gocce d’acqua è l’introduzione di Aquaman ,altro brano tratto dall’album Roller, con l’assolo finale di Morante che ha fatto venire i brividi .

Hitches, poi il carillon,le voci di strega, i sospiri è il preludio a Suspiria accolto dal pubblico parigino da un boato, suggestiva ed inquietante dal vivo ,straordinaria esecuzione . Si prosegue con Zombi,anche questa molto apprezzata, ma e stato l’unico neo della serata il brano non avuto la stessa consistenza come si sente nel disco .

Siamo a metà del concerto e i Goblin , eseguono Tenebre, il pubblico balla e tiene il ritmo battendo le mani, la band apprezza e alla fine brano ringrazia il pubblico parigino . La suggestiva Dlen Dlon , avvicina la fine del concerto , che si chiude in un atmosfera surreale, sul palco solo luci rosse, e gli effetti sonori di una voce di un bimbo che canta una canzoncina di Natale è l’introduzione che tutto il pubblico aspettava , il battito cardiaco si fa sempre più intenso e le corde della chitarra di Morante partono con Profondo Rosso, il brano più famoso dei Goblin in tutto il Mondo . I Goblin ringraziano e salutano il pubblico parigino che applaude a scena aperta il gruppo . Il pubblico più volte richiama i Goblin sul palco per un bis, ma purtroppo la concomitanza con altri gruppi sul palco del Festival, non permette ai Goblin di poter suonare oltre le 2 ore.

 

Sono le 22,45, il concerto e’ finito , cala il sipario su una giornata indimenticabile , rientro nel backstage per salutare i Goblin e ringraziarli per lo spettacolo e le emozioni che ho provato, ognuno di loro mi regala cimelio da portare a casa. Massimo Morante un plettro,Agostino Marangolo le bacchette della sua batteria, Fabio Pignatelli il plettro con cui ha suonato Roller, mentre Guarini e Aidan  zammit mi regalano dei poster e foto promozionali .

 

Esco dal Parc De La Villette con il mio bottino, per me oro colato . Incontro la mia amica , che abbraccio e bacio, con le lacrime agli occhi dalla commozione comincio a raccontarle cosa ho visto. La mia amica mi guarda e mi dice che sembro ad un bambino che e’ appena uscito dal paese dei balocchi.

La serata magica si conclude nel mitico Hard Rock Cafè di Parigi, dove posso ammirare altri cimeli di musica Rock appesi alle pareti.

Soltanto alle due del mattino riesco a prendere sonno a casa della mia amica che mi ha ospitato, il giorno dopo mentre rientravo in treno per Torino, non mi rendevo ancora conto di quello che avevo visto ed ascoltato. Ma e’ bastato aprire lo zaino per scoprire che il mio sogno era diventato realtà.

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