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Claudio Simonetti’s Goblin – Zombi Live, Torino 1 / 04 / 2017 – Teatro Regio –

Un’attesa durata  ben sette anni… i Claudio Simonetti’s Goblin tornano a Torino, con la sonorizzazione del film Zombi  in occasione della  “Biennale Democrazia “, una kermesse di incontri e spettacoli che si svolge nella città ogni anno.

Nell’ estate del  2010 suonarono come Daemonia al Lingotto Village,  questa volta  invece Torino ha donato alla band romana uno dei teatri più prestigiosi  del capoluogo piemontese,  il ” Teatro Regio “, il salotto dell’opera  della città, location straordinaria, dove suonano per la prima volta .

La conferma della data di Torino arriva pochi giorni  dopo il concerto di Milano, il mio obbiettivo era quello di riunire in città più fan dei Goblin possibili, sopratutto ricreare quel gruppo famigliare di Seregno, incontrarsi tutti insieme e non più tra un concerto e l’altro,  alla serata parteciperà anche Dario Argento, che prima dello show interverrà sul palco per parlare del film Zombi.

Avverto tutti gli amici in privato,  per prepararsi i viaggi in treno o in  macchina, purtroppo molti hanno dovuto rinunciare per motivi di lavoro o famigliari, ma nello stesso tempo le richieste di altri amici sopratutto torinesi aumentavano, fino a quando una mattina uscito da lavoro dopo il turno di notte, sono entrato in una tabaccheria ed ho acquistato alle 6.20 del mattino ben tredici biglietti, fin da subito sapevo che avrei potuto contare su molti fan piemontesi  e che sarebbe stata una bellissima festa, anche se non tutti potevano essere presenti, il Teatro Regio è molto grande e può tenere fino a 2.500 persone, ed ho cominciato a pubblicizzare il concerto molte settimane prima.

Giovedi 30 Marzo, ricevo una telefonata dal manager della band Michele Ricciardi, che mi chiede gentilmente di modificare l’evento su facebook che avevo creato, dicendomi che il concerto dopo la sonorizzazione del film non era previsto, in quanto la serata era molto ” Istituzionale ” , vi erano dei tempi ben  precisi e non bisognava andare oltre, e non sarebbe stato  molto facile poter assistere al soundcheck, tutto dipendeva dall’organizazzione e dal teatro stesso.

Il giorno dopo mi chiama invece Zelda Kirigaya che rinuncia al concerto a causa di un intervento urgente di appendicite, quindi mi ritrovo con due biglietti da vendere, ma la cosa che mi rammarica di più e che lei non sia riuscita a venire in compagnia della sua amica , un vero peccato e  tanta sfortuna, lei era curiosa  di passare un’altra serata come Seregno e  felice di conoscere nuovi fan…

Sabato 1° Aprile,  uscito da lavoro verso le 16, mi ritrovo con la mia amica Manuela Lugli  e sua mamma Antonietta, a cui dono una t-shirt dei Goblin da indossare, per avviarci  all’appuntamento con Pietro Fiscaletti davanti al teatro alle 18, nel frattempo a Torino c’è il diluvio universale, tempo da horror perfetto !

Arrivati in teatro l’adrenalina cominciava a salire, anche perchè eravamo ansiosi e speranzosi di poter assistere al soundcheck e magari avere la fortuna di poter incontrare anche Dario Argento. Ai miei amici come a Michele Ricciardi, avevo detto che se vi erano  troppe restrizioni avrei rinunciato ad entrare, per fare posto a loro, che non lo avevano mai incontrato e quindi era giusto regalargli  questa prima emozione.

Chiamo Michele per avere informazioni, ma non c’è nulla da fare nessuno di noi poteva entrare, ci volevano dei pass che la band aveva chiesto per me e alcuni miei amici, ma non gli sono stati consegnati. Un vero peccato, in tutti i concerti che ho visto è la prima volta che non riesco a salutare la band prima dello show, ormai  mi ero abituato al rito, non nascondo che ero molto arrabbiato,  molto dispiaciuto per i miei amici, e  la band ha fatto tutto il possibile, purtroppo quando si suona in questi teatri prestigiosi bisogna essere ligi alle regole ed anche la band deve rispettarle .

Pazienza, ne approfittiamo per fare una bella passeggiata sotto i portici di Torino cercando di non allontanarci troppo dal teatro, nel caso la band magari avesse trovato un attimo per uscire nel retro per salutarci, sono quasi le 19, e decidiamo di andare a mangiare una pizza, quando dopo circa un’ora ricevo una telefonata da Ancilla Artusi, che era appena arivata a Torino e ci stava raggiungendo .

Alle 20.15 mi incontro con  Rossella Buemi e il, suo compagno Roberto, per dargli i biglietti del concerto, entriamo nella hall del teatro, per ritrovarci tutti insieme, vediamo arrivare Stefano Oggiano con Debora Lomartire, Maurizio Parietti e Alessandro Benna, mentre io cerco di vendere i due biglietti, finalmente trovo una coppia e riesco a farli fuori, nel frattempo Enrico Pagliara mi avverte che sta arrivando in teatro con la sua compagnia.

E’ un momento solenne dove c’è un infinità di baci e abbracci, mentre spunta anche Alessandro Cunsolo, che subito mi chiede che vorrebbe fare una video intervista con me e la band a fine show, ma credo che sarà quasi impossibile .

Finalmente facciamo ingresso nella sala del teatro per prendere i nostri posti,  l’emozione ci pervade perchè entrare in questo teatro è bellissimo,  appena ci sediamo ci accorgiamo di essere in una posizione perfetta sia per la visione del film, sia dal punto di vista dei Claudio Simonetti’s Goblin sul palco. E’ un ondata di passione che ci travolge, non resistiamo più e non vediamo l’ora che cominci, nel frattempo arrivano gli altri amici di Tortona , Vilmara, Candido e Erika Agosti una famiglia al completo.

Foto di gruppo della mia compagnia,  è un emozione bellissima, avrei dovuto chiamare altri amici e  amiche , ma non c’è più tempo lo spettacolo sta per iniziare…

Accolto da un ovazione da stadio, entra in scena Dario Argento, accompagnato da Steve della Casa e Peppino Ortoleva, si apre il dibattito sulla parola Zombi, tra un intervento e l’altro scorrono sullo schermo alcune immagini che raccontano la storia dei film zombeschi prodotti nei primi anni 50 fino ad oggi.

Dario Argento è molto tranquillo e rilassato, parla pacatamente e racconta bellissime storie ed è molto allegro e spensierato, in più occasioni ha fatto sorridere il pubblico torinese con battute divertenti, raccontando alcuni anneddoti riguardanti le riprese del film Zombi nel 1978.

La mia amica Manuela  Lugli dietro di me la sentivo ansimare dall’emozione, mi sono girato ed aveva gli occhi lucidi, la stessa situazione di quando abbiamo visto insieme i New Goblin a Sanremo nel 2013 .

Argento spiega al pubblico il suo incontro con Romero, quando andò a casa sua  e videro in televisione ” L’uccello dalle piume di Cristallo ” ,  fù proprio in quell’occasione che George Romero chiese a Dario di collaborare per il film Zombi. Le riprese furono fatte all’interno di questo supermercato, ed un bel giorno tutta la troupe, comparse comprese rimasero prigionieri di una bufera di neve per tre giorni, chi bloccato in albergo, chi addirittura nel supermercato con tanto di sacco a pelo. Il film appunto racconta di un gruppo di persone che si rifugia nel supermercato per proteggersi dagli Zombi, ma tutta la troupe questo tipo di situazione lo ha vissuta per davvero.

Ad un certo punto sul palco sale anche Claudio Simonetti, accolto con applausi a scena aperta, e qui l’emozione supera il limite quando Dario e Claudio si salutano abbracciandosi e scambiandosi carezze, è un momento magico che commuove molto, Simonetti racconta brevemente come ha conosciuto Dario e i film per cui ha lavorato, lanciando qualche frecciatina al remake di Suspiria, dicendo a Dario che un capolavoro come quel film non si può ripetere, mentre Dario ringrazia Claudio per la professionalità dice di essere stao felice di aver collaborato con lui .

Il pubblico applaude mentre ancora una volta Claudio Simonetti e Dario Argento si abbracciano e come fossero padre e figlio, abbandonano la scena  sottobraccio .

Claudio rientra sul palco in attesa di Bruno Previtali e Titta Tani che tardano qualche secondo a salire sul palco, e lo show ha inizio con le note de L’alba dei morti viventi, seguita dalle note tribali di Zombi.

A differenza di Milano, il film si vede molto meglio ed è proiettato su uno schermo più grande, mentre l’audio dei dialoghi sembra più basso rispetto alla musica, in alcuni frangenti la musica copre i dialoghi del film, ma questo a mio modesto parere poco importa perchè volevo sentirli suonare.

La band è posizionata molto bene sul palco, senza disturbare la trasmissione del film, e i Claudio Simonetti’s Goblin, sono illuminati singolarmente da una luce dove il pubblico può seguire anche i musicisti durante l’esecuzione.

Si procede con la scaletta dei brani seguendo le scene del film, ho potuto così finalmente godermi lo spettacolo a 360°, senza distogliere lo sguardo dallo schermo o dalla band, nella mia posizione potevo seguire entrambi .

Non ci sono state improvvisazzioni ad esempio sulla scena d’amore, Claudio non ha eseguito Risveglio, per il resto dello show tutto era previsto, stupende le esecuzioni di Zombi supermarket, La caccia, Oblio, Tirassegno i brani che non si sentono durante gli show classici dei Claudio Simonetti’s, e naturalmente il tema principale Zombi .

L’acustica del teatro è molto buona, la band suona molto bene, e il pubblico torinese in rigoroso silenzio ascolta la colonna sonora, per la prima volta in assoluto i Claudio Simonetti’s Goblin eseguono la soundtracks di Zombi a Torino, dopo la sonorizzazione di Profondo rosso nel 2009, sempre sotto il nome dei Daemonia, in una gremitissima Piazza Cln.

Conferenza Dario Argento + Zombi Live ( Video )

Lo show termina verso le 24.15, purtroppo la band abbandona il palco senza eseguire nessun concerto o anche un semplice bis, per la prima volta in assoluto, un vero peccato che non sia stato possibile che i Claudio Simonetti’s Goblin potessero continuare a suonare alcuni brani, in una location del genere, ma purtroppo l’organizzazione ferrea e lo slittamento di circa un’ora dello show a causa della conferenza precedente ha bruciato i tempi.

Si accendono le luci del teatro e mi vengono inconto Igor Tommasi con la moglie Francesca Cristiano  e  Irene Mariatti, con loro è un esplosione di gioia, mentre cerco tutti gli altri amici e riunirli in un punto esatto della hal per andare tutti insieme a salutare la band.

La band attende i fan davanti al merchandaise per foto, autografi e vendere i loro dischi, ma qui succede l’incredibile , dopo nemmeno 20 minuti, la sicurezza del teatro invita gli spettatori e fan, ad abbandonare anzitempo la hall del teatro, ed accomodarsi all’uscita, alcune persone addirittura vengono letteralmente fermate e nemmeno fatte acvvicinare al banchetto, rinunciando non solo ad acquistare un ricordo dello show, ma nemmeno poter fare una foto o autografo.

Io e Manuela riusciamo in tempo ad arrivare davanti alla band e scattare una foto di gruppo e qualche firma, nulla di più, durante lo scatto sono riuscito a dire due parole alla band, con Simonetti che mi dice di non stare bene e che deve essere operato due giorni dopo al braccio infortunatosi a Bologna. Un abbraccio veloce con Titta e Bruno e  poi siamo stati letteralmente spinti fuori.

  A quel punto la mia pazienza non ha più tenuto ed ho chiesto ad un ragazzo del teatro che cosa era questa frenesia , sembrava che dovesse esplodere una bomba, lui manco mi ascoltava e continuava a ripetermi  di uscire, poi si è arreso dicendomi che se volevo incontare la band dovevo uscire dal teatro e passare nel retro ritornando allo stesso punto, una cosa davvero assurda, sicuramente una volta uscito non sarei di certo più rientrato e la band prima che uscisse dal teatro sarebbero passate almeno due ore.

Alcuni di noi cercavano invano di avvicinarsi alla band ma tutto era vano e i Claudio Simonetti’s Goblin, erano  completamente esterafatti ed increduli, anche loro non sapevano cosa fare e cosa dire, un comportamneto davvero al di fuori del normale, si vede che siamo a Torino in un festival mondano, dove a questo tipo di eventi rock la città non è preparata, e tende ad essere molto snob .

Nel frattempo mentre cerchiamo di perdere tempo facendo finta di aspettare l’amico o l’amica che doveva andare in bagno, incontro Enrico Pagliara che mi presenta  Stefania Andriola, che oggi lavora per  Mediaset, ma che nel 2002 venne al Transilvania di Torino ad intervistare Simonetti .

Ci riuniamo quasi tutti in un angolo del teatro in attesa di essere liberati dalla sicurezza e poter andare dalla band e salutarla con baci e abbracci, ma è tutto inutile sono irrangiungibili.

Decidiamo allora di uscire non prima di aver avvertito con gesti alla band che ci saremo incontrati dopo in una birreria, prendiamo posto mentre raccontiamo le nostre emozioni, verso l’una e mezza, chiamo Claudio per avere notizie sui loro spostamenti,  purtroppo mi dice che nemmeno questa volta riescono a raggiungerci,perchè erano ancora impegnati a smontare gli strumenti sul palco ed erano molto stanchi.

Posso dire che come impatto umano tra noi e la band è stato disastroso, mai e poi mai in questi ultimi anni era successa una cosa simile. Ma non è per colpa della band che era molto dispiaciuta di non aver potuto interagire come solo lei sa fare con i fan, ma colpa di un organizzazione troppo ” istituzionale “, e di un teatro troppo signorile per la band, a cui non ha dato il giusto spazio, rendendo il dopo show imbarazzante non solo per i fan ma anche per la band stessa, che era completamente in balia e non sapeva più cosa fare .

Da torinese mi vergogno di questo comportamento ” snob ”  della città nei loro confronti, tutti questi divieti, tutto questo tempo prezioso contato, non va bene, il pubblico ha diritto di interagire con la band, e va rispettato, circa mille persone entusiaste avevano riempito il teatro, e tutti erano felici e raggianti, Torino ancora una volta ha spento l’entusiasmo del pubblico, consapevole che  in questa città diventa sempre più difficile organizzare eventi del genere, si pensa solo a fare l’incasso, della passione e delle emozioni che il pubblico vuole trasmettere agli artisti non interessa.

Torino ha perso un ulteriore occasione, per poter distogliersi l’aggettivo di città fredda e poco accogliente..